Brad Pitt è morto. Anzi no. Per qualche ora si era diffusa la notizia che l'attore più famoso del mondo fosse morto durante una discesa di snowboard a Zermatt, in Svizzera. Il primo sito a dare la notizia è stato Global Associated News. Nell'articolo, c'era scritto che purtroppo per l'attore non c'era stato nulla da fare, nonostante indossa il casco di ordinanza. Era uscito di pista e morto sul colpo.
In realtà Brad sta benissimo, e non ha nemmeno dovuto chiedere la rettifica della notizia. In fondo al pezzo c'era una postilla molto precisa: "Questo è un sito di entertainment e questa notizia è falsa al 100%". In molti però non sono arrivati a leggere tutto l'articolo e hanno abboccato alla bufala, che in gergo si chiama death hoax. Si tratta di un fenomeno tipico del Web, e si verifica quando la notizia falsa della morte di un personaggio famoso si diffonde, per dolo o per errore, in rete, e viene rilanciata da tutti senza una verifica.
In questo modo Internet (e in particolare Twitter) ha ucciso il rapper Pitbull, Gotye, Rowan Atkinson, Fidel Castro (più volte), Robin Williams, Owen Wilson, Charlie Sheen e Keanu Revees. Internet è l'ecosistema ideale per questo tipo di notizie false: prima che qualcuno possa smentire, in pochi minuti hanno fatto il giro del mondo. Ma non è sul Web che sono nate. Già nel 1945 si sparse nel mondo la notizia bufala della morte di Charlie Chaplin, mentre la death hoax più famosa rimane la morte (con sostituzione da parte di un sosia) di Paul McCartney. In quel caso era stato un dj radiofonico di Toronto a lanciare lo scherzo.


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