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"Appunti di regia": la rubrica che ogni settimana guarda il mondo del cinema dall'interno, per svelarti retroscena e curiosità.
Lo scorso anno ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera dalle mani di Bernardo Bertolucci e quest'anno partecipa in concorso con il suo Bella addormentata, che affronta il tema delicato dell'eutanasia.
Ispirato ai drammatici fatti vissuti dalla famiglia Englaro quando fu staccata la spina a Eluana nel febbraio del 2009, la giovane donna era entrata in coma a seguito a un incidente stradale ed era stata tenuta in vita artificialmente per diciassette anni.
Gli scontri accessi e chiassosi visti in televisione che risuonarono sui giornali rivivono solo come sfondo delle vicende del film. Una serie di personaggi appartenenti a fedi e posizioni diverse si trovano collegati, almeno emozionalmente alla vicenda di Eluana Englaro, in una riflessione esistenziale sulla vita, sulla sua fine e sulla speranza.
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Viste le polemiche "preventive" - il film arriverà in sala solo il 6 settembre - Bellocchio ci ha tenuto più volte a precisare che la pellicola non riguarda Eluana. Ha ammesso di essere rimasto colpito dalla figura del padre, che avrebbe facilmente potuto agire in silenzio invece ha preteso una giustizia pubblica, ma tra loro c'è stata solo una chiacchierata, Beppino Englaro non ha partecipato alla sceneggiatura.
Si tratta di una pellicola che ha conosciuto diverse difficoltà durante le riprese. Se il regista ha dichiarato non avere avuto il benché minimo problema con la gente nei luoghi dove giravano, la Provincia e la Regione del Friuli-Venezia Giulia sono arrivate a compiere un gesto estremo, cancellando l'intera Film Commission, per bloccare il finanziamento al progetto, una decisione dal gusto punitivo che ha colpito diversi altri film estranei alla vicenda.
Bellocchio in ogni caso si dice tranquillo: «Non mi pare che il mio sia un film che possa offendere nessuno, soprattutto se invece di parlarne a vanvera, lo si va a vedere. Del resto nessuno dei miei film è mai stato sequestrato, anche se magari ha provocato discussioni». Difficile dargli torto: quando si parla di cinema, prima di parlare bisogna guardare e ascoltare.
di Roberto Artigiani






