Gabriele Muccino polemizza sul cinema italiano

playing_for_keepsArchiviata l'esperienza all'italiana di Baciami Ancora, Gabriele Muccino è tornato ad Hollywood per girare il suo nuovo atteso film. Parliamo di Quello che so sull'amore, pellicola dal cast di peso (Gerard Butler, Jessica Biel, Catherine Zeta-Jones, Dennis Quaid e Uma Thurman), in uscita nel nostro Paese il prossimo 31 gennaio. L'esordio americano, per il romano Muccino, avvenne nel 2006 grazie a Will Smith, folgorato dai suoi titoli precedenti.

The Pursuit of Happyness sbanca il box office, incassando ben 307 milioni di dollari in tutto il mondo, tanto da 'replicarsi' nel 2008, con il drammatico Seven Pounds, che raccoglie altri 168 milioni in giro per il mondo. Presentato questi giorni negli States, Playing for Keeps vedrà l'ex Leonida Butler interpreta George Dryer, ex campione di calcio inglese ridotto al verde e alla ricerca di un lavoro come commentatore sportivo nei sobborghi della Virginia. Qui l'uomo tenta di diventare un bravo padre, tornando ad occuparsi del figlio avuto in precedenza con l'ex moglie, interpretata da Jessica Biel. Peccato che George si ritrovi a vestire i panni dell'allenatore della squadra di pallone del figlio, facendo razzia di cuori, tra le mamme dei suoi giovani calciatori...

Sommerso di interviste, Muccino ha ovviamente parlato dell'attuale stato del Cinema italiano, a suo dire tutt'altro che invidiabile. Tanto da rimanere ad Hollywood.

"Credo che Hollywood sia molto aperta a nuovi stimoli e a talenti freschi, originali, capaci di raccontare storie fuori della scatola, non importa la provenienza. Credo piaccia il mio fare commedia o dramma, o una fusion tra le due, con un tocco realistico e ottimista di marchio neorealista. Mi piace mettermi alla prova, esplorare, rischiare. Qui io gioco d'azzardo: non gioco a carte, il cinema è il mio poker. In Italia manca la varietà. La Francia, che era dietro a noi, ci ha superati di gran lunga in questo senso. Qui a Hollywood ho la possibilità di cimentarmi in qualsiasi genere. In Italia se un regista, come ero io, è abbastanza fortunato da trovare il suo pubblico e i suoi successi, guadagna rapidamente totale libertà e trova molto facilmente il modo di finanziare i suoi film. Ora la situazione economica in Italia è cambiata molto in peggio, ma fino a un anno fa avrei potuto far partire qualunque film con una telefonata, e fare il film che volevo senza dover discutere con nessun produttore".

Dai due pezzi pubblicati su IlMessaggero e LaRepubblica, ne esce fuori un Muccino tutt'altro che 'pentito' della scelta fatta, 6 anni fa, quando approdò Hollywood per rimanerci. Conquistando Will Smith e non solo. Tanto da trovarlo ancora lì, tra uno Spielberg ed un J.J. Abrams, a fare il 'suo' tipo di cinema.

GUARDA IL TRAILER:

Quello che so sull'amore Trailer in lingua originale

Ultimi post

Altri post >>