Lo Hobbit: 27 animali morti sul set. E’ polemica

(KIKA) — WELLINGTON — 27 animali sarebbero morti durante le riprese del primo capitolo della trilogia Lo Hobbit: un viaggio inaspettato. Una moria causata dall'inadeguatezza del terreno ma anche probabilmente dalla tipologia di coltivazione, nociva per cavalli, capre, pecore e galline. L'agenzia di stampa Associated Press ha parlato con quattro gestori che hanno confermato come la fattoria in cui gli animali vivevano era inadatta.

Peter Jackson

I quattro uomini, inoltre, hanno sottolineato come il loro grido d'allarme sulla situazione sia rimasto inascoltato dalla società di produzione del film di proprietà della Warner Bros. Chris Langridge, assunto come addestratore di cavalli nel 2010, ha dichiarato che la fattoria era piena di pericoli. Il primo cavallo a morire, sempre secondo Langride, è stato Arcobaleno: "Quando sono arrivato la mattina il pony era ancora vivo ma aveva la schiena spezzata". L'American Humane Association, che cura il benessere degli animali sui set dei film, ha detto che nessun animale è stato maltrattato mentre un  portavoce del regista Peter Jackson ha ammesso che qualche animale è morto ma per cause naturali e non per maltrattamenti.

Tramite un comunicato stampa lo stesso regista ha respinto le accuse: "I produttori di Lo Hobbit hanno a cuore il benessere degli animali e hanno cercato di ottenere gli standard più elevati  necessari alle riprese". Non solo. Nel comunicato si  legge ancora: "La produzione respinge l'accusa di essere responsabile di 27 decessi, visto che tra l'altro, più del 55% di riprese che hanno previsto l'uso degli animali sono state realizzate digitalmente. Nessun animale è morto o rimasto ferito sul set". La polemica potrebbe non placarsi fino al 28 novembre, giorno della premiere a Wellington. In quell'occasione la Peta ha già annunciato un sit in di protesta.

Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato Trailer italiano

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