I vizi dei vip raccontati da Enrico Lucherini

80 anni da un mese, e un addio alle scene che ha ovviamente fatto rumore. Perché Enrico Lucherini è una sorta di 'leggenda vivente' del cinema italiano. Il più celebre 'addetto stampa', l'uomo che inventò una professione, cavalcando finti scoop nella Roma d'oro della Dolce Vita. 60 anni di carriera maestosa, da raccontare e confessare, sviscerando aneddoti a dir poco curiosi. Intervistato dal settimanale Oggi, Lucherini ha fatto le 'scarpe' ai divi del passato e del presente, rivelando alcune chicche ovviamente mai rese pubbliche:

 "La Capotondi, perfezionista, è condizionata dal fisico minuto, la Chiatti ha un bel profilo, ma non ha ancora trovato il film giusto, Violante Placido fa fatica a tener dietro alla fama paterna, la Ferilli può dare ancora molto. La Bellucci è giocosa, facile da gestire: con un niente va in copertina. La Arcuri è una bambina pigra".

Questo il più che 'pesante' parere di Lucherini sulle attrici italiani del momento, mentre risultano a dir poco imperdibili un paio di commenti sulle 'dive' hollywoodiane da lui incrociate in tanti anni di onorato servizio:

"Madonna fu davvero maleducata. Per la prima di Evita fece aspettare il pubblico oltre un'ora. Una ripicca. Voleva che il produttore Vittorio Cecchi Gori le facesse battezzare la figlia dal Papa, cosa ovviamente impossibile" "A  Scarlett Johansson, invece, furono mostrate quattro suite: non gliene andava bene una. Non voleva mettersi in testa il gioiello fermacapelli dello sponsor. Lo riponeva in tasca e io pregavo il parrucchiere di risistemarglielo".

In giovane età aspirante attore, Lucherini abbandona la carriera grazie a Sofia Loren, che lo convinse a fare altro. Ed è qui che nasce la professione del 'press agent'. E' lui ad inventarla. Il primo film a cui lavora come addetto stampa fu La notte brava di Mauro Bolognini, scritto da Pasolini. Da qui in poi, la strada per Enrico è in discesa. Le 'lucherinate' entrano nella Treccani, con finti scandali ad hoc realizzati per il lancio di un film.

Ritiratosi una volta per tutte, l'Ara Pacis di Roma l'ha recentemente omaggiato attraverso una mostra fotografica.

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