The Avengers: curiosità e cose da sapere

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I fan dei comics si stanno spellando le mani. "The Avengers", l'ultimo parto super-eroistico di casa Marvel, li sta lasciando stupefatti. Molti dicono che è la cosa migliore uscita su grande schermo attinente agli eroi in costume. Forse Christopher Nolan si innervosirà, perché il suo Batman è meno giocherelloso ma più "intellettuale" dell'orgia action del film diretto da Joss Whedon. Il pubblico mainstream, infatti, si sta divertendo un mondo. A prescindere da chi siano questi "Vendicatori" (il nome ufficiale italiano degli americani Avengers") e da dove siano spuntati fuori. Una domanda, questa, che suona addirittura "atea" per gli appassionati di fumetto Marvel, che sanno tutto di questo super-gruppo nato tanti anni fa oltreoceano, grazie all'inesauribile fantasia di Stan Lee e dal fido disegnatore Jack Kirby. "The Avengers" al cinema si prende qualche libertà cronologica (comprensibile) ma vince su tutti i fronti: perché sa unire spettacolarità, azione, effetti speciali visivi da perderci la testa, comicità e — tocco per il pubblico fidato — battute e riferimenti cinefili e Marvel-oriented che fanno sbellicare, in sala, solo i più "illuminati". Scatta, cioè, durante la visione di "The Avengers" lo snobistico rito che si può riassumere così: "Hai visto che io in quel passaggio ho riso di gusto e tu no? Perché io ho capito".

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Una cosa, questa, che fa delirare di piacere gli appassionati, entusiasti di identificarsi in sala come gli appartenenti alla "setta" giusta... E così, eccovi qualche notizia (necessariamente non approfondita) sui Vendicatori, citata nel film di Whedon, che forse non sapete. Per tornare in sala, chissà, un po' più edotti e dire che anche voi avete capito tutto.

Ai tempi dei Beatles....
Era il settembre 1963 quando la fantastica coppia del fumetto Usa riunì Thor, Iron Man, Hulk, Ant-Man e Wasp in una squadra che doveva rivaleggiare con quelle di casa DC Comics (la rivale editoriale), a cominciare dalla Justice League of America che includeva originariamente Superman, Wonder Woman, Batman, Aquaman, Flash e altri eroi in costume. Erano i favolosi anni Sessanta: tutto sembrava possibile, nella primavera precedente era uscito il primo album dei Beatles, "Please Please Me". Bè, questi Vendicatori avrebbero saputo come procurare piacere ai fan del fumetto, proprio come invocava la canzone dei quattro di Liverpool.

Scarlett Johansonn con la chimoa rossa sul set di The AvengersScarlett Johansonn con la chimoa rossa sul set di The AvengersAvengers, supereroi "istituzionali"
Come detto, un superteam. Ma ufficiale, accettato dal governo, anzi spesso operativo in collaborazione con esso, grazie all'intercessione del carismatico Colonnello Nick Fury (nel film di Whedon è Samuel L. Jackson: ma originariamente Fury era di razza bianca), leader dello S.h.i.e.l.d, un super servizio segreto governativo. Come i Fantastici 4, dunque, i vendicatori sono accettati dalle istituzioni, dalla gente e, insomma, se la tirano da gran fichi. Tutt'altra cosa dagli X-Men, gruppo di "mutanti" (non supereroi, attenzione: i poteri non li hanno mai acquistati, sono nati così), più tormentati, alienati dalla società, spesso cacciati con metodi razzisti. Eppure, nobili e generosi: a prescindere dalle diffidenze dell'homo sapiens (loro sono "homo superior"), gli x-Men combattono per difenderlo da qualsiasi minaccia. A cominciare dai "mutanti" cattivi e arrabbiati, quelli guidati da Magneto.

Ant-Man e Wasp dove siete?
Innanzitutto potreste chiedervi: ma perché non ci sono due fondatori storici del team come Ant-Man e Wasp? Il primo è lo scienziato Hank Pym, la seconda è sua moglie Janet van Dyne. Il primo è tutto testa e lavoro, negli anni ha giocato con le dimensioni, può diventare molto piccolo (Ant-Man) e comandare addirittura le formiche o gigantesco (Giant-Man) e, per capirci, non entrare nemmeno nello schermo... La seconda è una graziosa, chiccosa, sofisticata femmina tutta shopping e carattere instabile che raggiunge le dimensioni di una vespa (Wasp, per l'appunto).

Chi sono gli Avengers sullo schermo?
Eccoli. Sono Capitan America (interpretato da Chris Evans, che già era la Torcia Umana ne "I Fantastici 4") super-soldato americano della Seconda guerra mondiale, finito ibernato per moltissimi anni e risvegliatosi nel mondo contemporaneo; Thor (Chris Hemsworth), il Dio del Tuono di Asgard (l'Olimpo della letteratura nordica), armato di un martello — il Mjöllnir — che solo lui puà sollevare e che, una volta lanciato, torna direttamente a lui come un boomerang; Hulk (Mark Ruffalo, che raccoglie la staffetta dei due Hulk precedenti, Eric Bana e Ed Norton), colosso verde alter-ego dello scienziato Bruce Banner, nato da un'esplosione di Raggi-Gamma; Iron-Man (Robert Downey Jr.), genio della tecnologia, miliardario e playboy di nome Tony Stark, capace di calarsi in una super-tecnoligca armatura volante per difendere il Bene ma anche, già che c'è, per salvargli il cuore; Occhio di Falco (Jeremy Renner), uno che sa usare l'arco e che mal sopporta vivere in gruppo, e che per un po' militò anche nei Difnesori, insieme a eroi come il Dottor Strange e Namor il Sub- Mariner; infine, quella grande sventolona della Vedova Nera (Scarlett Johansson), ex spia sovietica, agilissima e letale, sempre in tuta attillata. Per la felicità dei fan arrapati.

Che diavolo è il Tesseract?
Bè, se il fratellastro di Thor, il malvagio Loki, insegue il possesso di questo Tesseract, significa che l'oggetto vale. Forse non lo batteranno all'asta a Sotheby's, ma certo nella mente di chi vuole il potere supremo questo strano cubo luminescente vale molto ma molto di più di un "Urlo" di Munch, come quello recentemente "regalato" alla modica cifra di 120 milioni di dollari. Il Tesseract è un cubo dalle potenzialità illimitata (tra cui aprire portali intergalattici), che nel film permette all'esiliato e psicologicamente instabile Loki di materializzarsi sulla Terra. Nella letteratura fumettistica, però, è molto di più: è anche un oggetto in grado di trasformare i pensieri umani in solida materia. Il cubo verrebbe da Asgard, ed è apparso in qualche cammeo in "Iron Man 2" e "Thor", oltre a guadagnarsi uno spazio particolare in "Captain America", essendo l'oggetto agognato da un altro cattivone che è tutto un programma: il nazista Teschio Rosso.

Mark Ruffalo, il terzo Hulk
Dopo Eric Bana nel 2003 e Edward Norton nel 2008, tocca a Mark Ruffalo vestire i (pochi: solo calznocini strappati violacei...) panni dell'Incredibile Hulk. Evidentemnte, deve essere faticoso interpretare il Colosso Verde. A detta della critica e dei fan, l'Hulk "ruffaliano" è quello che resterà...

Ferruccio Gattuso

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