Cannes 2012, Missione n.2: un film con Tim Roth

Ogni giorno la nostra blogger inviata  al Festival di Cannes 2012 si cimenterà in una missione: una celebrità da incontrare e rintracciare, una sfida alle bodyguard delle croisette, una supplica al buon cuore dei divi. Ce la farà?
Ogni giorno racconterà con un post i risultati della sua Missione a Cannes..
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Missione del giorno: vedere un film seduta vicino a Tim Roth

Status: sospeso e in via di completamento:  il festival e' lungo e io sono cocciuta.

In genere ai festival i vip piu' facili da avvicinare sono i giurati.
Tanto per cominciare si fermano non per poche ore, ma per dieci giorni. Poi perche'  a Cannes come a Venezia o Berlino, fanno quello che fanno tutti gli altri comuni mortali: guardano film.
Cosi' anche i blasonatissimi vip e star si aggirano tra sale e proiezioni, piu' o meno assonnati, piu' o meno soddisfatti, piu' o meno ubriachi, piu' o meno afflitti dal mal di piedi: insomma smettono di essere divi e attori famosi per diventare festivalieri come gli altri.

Lo dice una che si e' sentita chiedere da Stefano Accorsi "Scusa sai se c'e' una cabina del telefono qui intorno?" (nel 2003!), che ha a suo volta chiesto a Catherine Deneuve (presidente a Venezia nel 2006) se avesse da accendere, e che ha sentito ...va beh...censura....una giurata bisbigliare "che palle" durante una poco felice proiezione veneziana.
A questo festival la speranza di intercettare i vip giurati sono davevro poche: o perche' sono troppo burberi ( il presidente Moretti) o troppo divi (Jean Paul Gotier) oppure ancora troppo attori festaioli (Ewan Mc Gragor) e dunque ancor piu' sorvegliati speciali del solito.

La mia speranza, oltre che la mia vera ambizione, e' intercettare, in sala ( in conferenza stampa non vale!) Tim Roth, presidente della giuria di Un certain  regard.

Oggi ho visto tutte e due le proiezioni della sezione, ma il presidente della giuria non si e' visto ( e' impegnato nella presentazione di "Broken"), ma per due volte ho guadagnato i posti vicino a quello riservato a "lui", anche se "lui" non e' apparso.

Ho voluto testimoniare la mia vicinaza, comunque, almeno fino a quando la mingherlina ma minacciosa  maschera della sala debussy me lo ha permesso.

Ma non mollo. Ossessiva continuo a guardare i film di Un certain regard e prima o poi lo becco.
Stay Tuned.

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