Che cosa fa uno scenografo?

ScenografoScenografoLa scenografia di un film è l'insieme di tutte le costruzioni che definiscono la porzione di spazio che deve essere inquadrata da una cinepresa: la scena. Non si tratta sempre e per forza di un ambiente artificiale, ma si può trattare anche da un ambiente naturale, un paesaggio, oppure un ambiente che normalmente non è adibito ad essere ripreso (come ad esempio l'interno di una casa). Se l'ambiente è totalmente artificiale e quindi viene ricostruito in studio un luogo specifico, servirà l'intervento di tecnici sotto la supervisione dello scenografo, come l'arredatore, il tecnico delle luci, il direttore allestimenti, l'attrezzista e il trovarobe.

Nella storia del cinema, a Hollywood, si è passati attraverso un lungo periodo in cui si era soliti utilizzare esclusivamente scenografie artificiali, ma negli anni Sessanta si sviluppò un movimento teso a utilizzare scenografie naturali per dare un senso di realismo alle rappresentazioni. La versione parossistica di questa tendenza è Dogma, il movimento di studio e azione cinematografica danese nato sotto la direzione di Lars Von Trier, propugnante la necessità di un'assenza totale di artifici tecnici nei propri film, al di là della macchina da presa in sé.

I risultati sono stranianti e vari ma, visto anche il talento dei registi coinvolti, sorprendentemente efficaci. L'avvento delle nuove tecnologie ha portato, anche in ambito scenografico, dei grossi cambiamenti, dando molte più armi a chi volesse ricostruire ambienti e situazioni, con fasi di lavoro post produttivo molto più strutturate. La capacità di artigiani abituati a lavorare solo con gli oggetti è stata quella di sapersi rinnovare mescolando le vecchie strategie di costruzione di una scena con la gestione della computer graphics.

Un luminoso esempio di talento visivo e capacità italiane di lavoro nelle grandi produzioni hollywoodiane è il maceratese Dante Ferretti, capace di essere nominato per ben dieci volte per il premio Oscar per la miglior scenografia, nel 1990 (Le avventure del barone di Münchausen, di Terry Gilliam), nel 1991 (Amleto, di Franco Zeffirelli), 1994 (L'età dell'innocenza, di Martin Scorsese), 1995 (Intervista col vampiro, di Neil Jordan), 1998 (Kundun, di Martin Scorsese), 2003 (Gangs of New York, di Martin Scorsese), 2005 (The Aviator, di Martin Scorsese), 2008 (Sweeney Todd di Tim Burton), 2012 (Hugo Cabret, di Martin Scorsese), e vincendolo nel 2005, 2008 e 2012. Un esempio di successo italiano nel mondo.

Stefano D'Andrea

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