Chris O’Donnell, Robin di batman, che fine ha fatto?

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Che fine hanno fatto?":  la rubrica che ogni settimana indaga sui personaggi -  icona di cui hai perso le tracce.

Si può passare da supereroe ad agente speciale, mettendo su anni e chili, e cambiare — oltre che la taglia dei pantaloni — quella dello schermo su cui si lavora? É infatti dal grande al piccolo schermo che la carriera di Chris O'Donnell è progressivamente gravitata, senza troppi danni a dire il vero. Perché il tutto è avvenuto in una stagione in cui i serial tv, è cosa risaputa, se la passano piuttosto bene. Anzi, nel raccogliere un pubblico fedele nonché giudizi positivi della critica, forse oggi il genere serial può guardare dall'alto in basso il parente illustre, il lungometraggio cinematografico.

Comunque, lo avrete capito, ci stiamo chiedendo che fine ha fatto Chris O'Donnell, ex piacente ragazzotto di quelli che è bene presentare in famiglia come fidanzato, perché ha tanto l'aria di quello che, dotato di un cuore d'oro, è pure capace di piazzarsi in un appetibile ufficio per fare una solida carriera. Insomma, Chris ha quella faccia lì. Del buon partito.

Tra l'altro il suo secondo nome dice tutto: Eugene, passateci il riferimento etimologico, viene dal greco e significa "ben nato". Da leggersi come: nato con la camicia. Difatti, la sua carriera parte prende il via perché un bel giorno appare in uno spot della catena McDonald's, mentre serve un hamburger al campione di basket Michael Jordan. Nato a Winnetka, nell'Illinois (stessa città del collega Rock Hudson), classe 1970, O'Donnell è attualmente, oltre che attore, produttore cinematografico e televisivo: a quarantadue anni suonati le parti in cui eccelleva a Hollywood — quelle del giovane timido e promettente — sono comprensibilmente scemate.
Chris O'Donnell Tutti lo ricordano infatti nel ruolo della vita, che è quello del giovane studentello dai modi garbati Charlie in "Scent Of A Woman", remake a stelle e strisce (riuscitissimo, va detto) di "Profumo di Donna" (1974) di Dino Risi. Era il 1992 e O'Donnell avrebbe conquistato tutti nel ruolo della spalla a un fuoriclasse indiscusso come Al Pacino. Si beccava dell'idiota per metà del film (proprio da Pacino, nel ruolo di un colonnello dei Marines divenuto cieco e per questo arrabbiato col mondo), ma incassava con stile. Scatenando l'istinto materno del pubblico femminile, che se lo sarebbe coccolato volentieri. L'altro ruolo che lo ha consacrato star di media taglia ad Hollywood è stato quello di Robin in "Batman Forever" e in "Batman & Robin", episodi cinematografici anni '90 legati al Cavaliere Oscuro, diretti da Joel Schumacher. Dopodiché, qualche isolato fuoco d'artificio — a esempio alla corte del grande Robert Altman, ne "La Fortuna di Cookie" - ma diciamo che l'ultimo impegno su di un set è avvenuto nel 2010 per il non memorabile "Cani & Gatti — La Vendetta di Kitty", sequel di "Come Cani e Gatti", a sua volta certo non una pietra miliare.

É a questo punto il serial tv la carta segreta che O'Donnel cala al momento giusto, quello della maturità. Se star come Al Pacino, Glenn Close e Tim Roth si sono convertiti al serial — si è detto il buon Chris — perché non posso farlo io? Detto e fatto. Come Dr. Finn Dandrige nella serie "Grey's Anatomy" e, successivamente, in "NCIS: Los Angeles", sul finire degli anni Duemila O'Donnell si è riconvertito al piccolo schermo, con solide soddisfazioni. Oggi, la versione ufficiale è che attende una parte stimolante in qualche nuovo serial. Copioni e occasioni di questi tempi non mancano, ed è probabile che lo si avvisterà in qualche nuovo titolo.

Ferruccio Gattuso

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