Cosa fa uno sceneggiatore?

SceneggiatoreSceneggiatoreCi sono persone che scelgono i film non in base a chi l'ha diretto o a chi l'ha interpretato, ma per chi l'ha scritto. Ciò premesso, è bene precisare che quando assistiamo a un film e ne viviamo le emozioni, attraverso le vicende dei personaggi, le immagini e le storie, attribuiamo sempre agli attori le caratteristiche che gli vengono ritagliate addosso dagli autori. Le persone più informate e attente spostano il fuoco della propria attenzione e stima sulla figura del regista, il responsabile della buona riuscita del tutto. Ma solo i più attenti valutano adeguatamente l'importanza dello sceneggiatore, colui il quale prende la trama delle storia e la fa diventare vera.

Scrive i dialoghi, colloca i personaggi, li fa interagire con colpi di scena, monologhi toccanti, parole d'amore, minacce violente, schermaglie e battute. Lo sceneggiatore è il responsabile dal punto di vista del contenuto di un prodotto cinematografico. E' uno scrittore con il particolare talento necessario allo sviluppo di una trama e dei dialoghi, capace di costruire personaggi che possano essere messi in scena senza incongruenze, ragione per la quale spesso lavora a stretto contatto con il regista. La sua figura è spesso bistrattata, e Robert Altman in I protagonisti (The player) ha voluto farle un omaggio con una pellicola ormai diventata culto.

A volte uno sceneggiatore è anche un ottimo regista, come nel caso lampante di Woody Allen. Si tratta di una situazione ideale perché non necessita di un passaggio che può essere ricco di attriti, tra il costruirsi di una storia e la sua messa in scena. Gli appassionati di cinema degli ultimi venti anni, a questo proposito, hanno con ogni probabilità come riferimento Quentin Tarantino, pregevole scrittore di dialoghi prima che talentuosissimo direttore di scena. Dopo Le iene (Reservoir dogs), ebbe grande successo scrivendo Assassini nati (Natural Born Killers) per Oliver Stone, prima dell'uscita di Pulp Fiction.

Tarantino (come Allen) è un raro esempio di due capacità unite in un sol uomo, perché di solito i ruoli dello sceneggiatore e del regista, seppur complementari e molto vicini, sono comunque separati. Tra i sodalizi più famosi e produttivi, a diverse latitudini, ricordiamo quello tra Tonino Guerra e Federico Fellini, Krzysztof Piesiewicz e Krzysztof Kieślowski, Martin Scorsese e Paul Schrader, e Vincenzo Cerami e Roberto Benigni. Per restare al cinema italiano, nota a parte merita il gruppo di lavoro formato da Age e Scarpelli, a cui a volte si aggiungeva Suso Cecchi D'Amico, e ai quali si devono i maggiori titoli di Dino Risi, Mario Monicelli, Luchino Visconti e Vittorio De Sica. Un lavoro oscuro che non raccoglie mai i meriti dovuti, ma senza il quale non vi sarebbe nessuna storia da raccontare.

Stefano D'Andrea

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