Festival di Venezia 2012, Joaquin e la conferenza stampa più pazza del mondo

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Sarà difficile dimenticare la conferenza stampa di presentazione di "The Master".
In primo luogo perché la sala era gremita, come per le grandissime occasioni e come mai lo era stata in questo Festival. Erano passate solo poche ore dalla proiezione del film che aveva entusiasmato e incuriosito molti.
In secondo luogo, perché era la conferenza di Paul Thomas Anderson, che non si vedeva in giro da un bel po'.
In terzo luogo perché non so chi deve aver diffuso una qualche pozione per il delirio nella sala e il risultato è stato esilarante.

Protagonista assoluto, ma controvoglia, dell'incontro è stato Joaquin Phoenix. L'attore, era evidente, avrebbe voluto essere da un'altra parte, e di rispondere alle domande sul film non aveva nessuna voglia né intenzione. Si è presentato sciatto, svogliato, distratto. Così indisponente da risultare persino simpatico nella sua strafottenza.

Arrivato in ritardo e senza giacca e, dicono i maligni e i dotati di vista più fina della mia, con i capelli del colore di una tinta improbabile e una vistosa linea di ricrescita. Ogni volta che dalla platea qualcuno gli rivolgeva parola, Joaquin bofonchiava risposte  monosillabiche, senza neppure avvicinarsi al microfono ma restando stravaccato sulla sedia.

Per il resto, le poche volte che ha aperto bocca si è limitato a dire "Non so, non mi importa, boh".
Se tutto questo non fosse stato sufficiente a rendere chiaro a tutti che la conferenza stampa non lo interessava, a un certo punto,  Joaquin si è alzato e se n'è andato. E buona notte ai suonatori. Dopo qualche (lunghissimo) minuto è rientrato (probabilmente spinto a viva forza dall'ufficio stampa) e si serenamente acceso una sigaretta.

Ma le bizze di Joaquin (genialmente sintetizzate da un giornalista che si è alzato e ha detto "Avrei una domanda per il signor Phoenix, ma sfortunatamente non è qui con noi") si son ben inserite nel quadro di una conferenza stampa delirante, in cui buona parte della colpa cade anche sui  cronisti che ci hanno messo del loro facendo domande senza senso come "Ho notato che sono alcune settimane che non twitta. Perché? Di che religione è? Il WC che il protagonista manda in frantumi con un calcio era vero?"

Ah, e poi c'era anche Philiph Seymour Hoffmann, che invece è stato gentile e simpatico, esauriente nelle risposte e disponibile con i fan. E che dunque non c'azzeccava niente con una delle conferenze stampa più deliranti (e divertenti) a memoria di festival.