Festival di Venezia 2012: Marco Bellocchio porta la “Bella Addormentata” in laguna

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Lo scorso anno ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera dalle mani di Bernardo Bertolucci e quest'anno partecipa in concorso con il suo Bella addormentata, che affronta il tema delicato dell'eutanasia.

Ispirato ai drammatici fatti vissuti dalla famiglia Englaro quando fu staccata la spina a Eluana nel febbraio del 2009, la giovane donna era entrata in coma a seguito a un incidente stradale ed era stata tenuta in vita artificialmente per diciassette anni.

Gli scontri accessi e chiassosi visti in televisione che risuonarono sui giornali rivivono solo come sfondo delle vicende del film. Una serie di personaggi appartenenti a fedi e posizioni diverse si trovano collegati, almeno emozionalmente alla vicenda di Eluana Englaro, in una riflessione esistenziale sulla vita, sulla sua fine e sulla speranza.


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La trama vede un politico indeciso (Toni Servillo) se votare a favore di una legge che va contro la propria coscienza o disobbedire ai dettami del proprio partito mentre sua figlia (Alba Rohrwacher) manifesta insieme ad altri attivisti del movimento per la vita. La ragazza però si innamora di un ragazzo (Michele Riondino) appartenente all'opposto fronte laico. Una grande attrice (Isabelle Huppert) cerca di trovare la speranza per poter riabbraciare la propria figlia da anni in coma, mentre si allontana dalla famiglia. Una tossicodipendente (Maya Sansa) tenta il suicidio, decisa a porre fine volontariamente alla propria vita, ma un giovane medico (Piergiorgio Bellocchio, figlio del regista) cerca di farla ricredere.

Viste le polemiche "preventive" - il film arriverà in sala solo il 6 settembre - Bellocchio ci ha tenuto più volte a precisare che la pellicola non riguarda Eluana. Ha ammesso di essere rimasto colpito dalla figura del padre, che avrebbe facilmente potuto agire in silenzio invece ha preteso una giustizia pubblica, ma tra loro c'è stata solo una chiacchierata, Beppino Englaro non ha partecipato alla sceneggiatura.

Si tratta di una pellicola che ha conosciuto diverse difficoltà durante le riprese. Se il regista ha dichiarato non avere avuto il benché minimo problema con la gente nei luoghi dove giravano, la Provincia e la Regione del Friuli-Venezia Giulia sono arrivate a compiere un gesto estremo, cancellando l'intera Film Commission, per bloccare il finanziamento al progetto, una decisione dal gusto punitivo che ha colpito diversi altri film estranei alla vicenda.

Bellocchio in ogni caso si dice tranquillo: «Non mi pare che il mio sia un film che possa offendere nessuno, soprattutto se invece di parlarne a vanvera, lo si va a vedere. Del resto nessuno dei miei film è mai stato sequestrato, anche se magari ha provocato discussioni». Difficile dargli torto: quando si parla di cinema, prima di parlare bisogna guardare e ascoltare.

di Roberto Artigiani