James Cameron dirigerà The Informationist. Tappa imprevista prima di (o dopo?) Pandora

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Promesse da marinaio. Lui è James Cameron, ci ha abituati a fare da (invisibile) conducente del mitico "Titanic", poi ci ha condotto a bordo di astronavi intergalattiche lanciate nell'ignoto scuro come la pece, illuminato solo dalle stelle lontane anni luce. Ecco, l'ultima promessa da marinaio di James Cameron, regista che colleziona Oscar come noi un tempo le figurine Panini, era quella che dopo il successo imperiale di "Avatar" si sarebbe dedicato anima e corpo a un sequel, anzi un doppio sequel articolato in due episodi a stretta distanza l'uno dall'altro, freschi freschi per l'anno a venire.

Si, come no. Ora è chiaro - lo dà per certo l'Huffington Post - che Mister Titanic ha intenzione di dirigere "The Informationist" e, sibilano i più maligni, magari è capace pure di sfilarsi dall'intero progetto "Avatar", facendone il padre nobile ma delegando le fatiche registiche a un fido collega, vai a sapere chi. I fan rumoreggiano, gli alieni blu di Pandora si fanno prendere dalla malinconia aliena e reclamano il loro "papà" umano. Ma non c'è nulla da fare: James si è aggiudicato — attraverso la sua Lightstorm Entertainment, società di produzione che il regista canadese ha fondato nel 1985 - i diritti del romanzo di Taylor Stevens incentrato su un'esperta informatica con animo da detective spedita in Africa alla ricerca della figlia rapita di un facoltoso petroliere. Al centro della vicenda, dunque, ci sarebbe questa eroina di nome Vanessa "Michael" Munroe, che molti paragonano — per tratti e abitudini mascoline — alla Lisbeth Salander della ben nota trilogia "Millennium".

"Ha un forte senso dell'avventura ed è protagonista di una originale storia d'amore", ha spiegato lo stesso Cameron per giustificare il suo interesse alla storia. Il che andrebbe bene se il regista e produttore avesse semplicemente inserito il progetto in agenda. Ma la stoccata che è seguita ha preoccupato gli Avatar-fan: "Non vedo l'ora — ha detto Cameron — di portare Vanessa sullo schermo". Tiè. Fan serviti. Il loro guru a Pandora proprio non ci pensa. Per ora. E dire che al "New York Times", mesi fa, Cameron aveva detto di essere "totalmente coinvolto nel progetto di Avatar: non penso ad altro. Farò Avatar 2, 3 e magari anche un prequel. E non sono interessato a ricevere sceneggiature da portare sullo schermo". Promesse da marinaio, per l'appunto. I più ottimisti dicono che "The Informationist" vedrà la luce solo dopo "Avatar 2" e "3". Ma allora non si spiegherebbe quel cameroniano "non vedo l'ora".

D'accordo che un tipo come lui, che ragiona per categorie spaziali, potrebbe avere la concezione del tempo relativa, però l'ansia cresce tra gli appassionati di fantascienza. Quanto si dovrà aspettare? Non è che James Cameron rovescia il suo vaso cinematografico di Pandora e tanti saluti a tutti? Bè, sarebbe una follia commerciale. E il business non ha emozioni, solo calcoli. Comunque, per il momento, più che inforcare gli occhialini 3D per vedere il nuovo episodio di "Avatar", i fan dovrebbero munirsi degli occhiali a raggi X. Per vedere cosa frulla nella testa del grande regista canadese.

Ferruccio Gattuso

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