‘Razza Bastarda’: Alessandro Gassman colpisce a metà al Festival di Roma 2012

Madalina Ghenea e Alessandro Gassmanmadalina-ghenea-alessandro-gassman'Razza Bastarda' è l'opera prima di uno tra gli attori più noti del cinema italiano contemporaneo: Alessandro Gassman. Presentato in competizione nella sezione Prospettive Italia del Festival Internazionale del Film di Roma, il debutto alla regia cinematografica dell'attore si propone con un'estetica molto accattivante ma con una storia che non convince a pieno. Adattamento della pièce teatrale 'Cuba and his Teddy Bear' di Reinaldo Povod, 'Razza Bastarda' racconta il rapporto conflittuale tra Roman, uno spacciatore di cocaina romeno e suo figlio Nicu, sullo sfondo della periferia romana più povera e degradata. Con un bianco e nero sporco e contrastato che ricorda moltissimo quello de 'L'Odio' di Mathieu Kassovitz, la pellicola di Gassman non va oltre l'accuratezza dell'impianto visivo e registico, sottovalutando la necessità per un racconto del genere di rendere i suoi personaggi reali e credibili. Purtroppo proprio la recitazione appare come punto debole dell'opera di Gassman: ogni attore costruisce il proprio ruolo aggiungendo sovrastrutture, esasperando gli aspetti più evidenti - basta pensare all'accento romeno posticcio di Gassman - rendendo questi caratteri sopra le righe e spogliando la narrazione di verità. L'unica prova veramente riuscita è quella fornita da Nadia Rinaldi che in solo due apparizioni e attraverso l'autenticità del suo sguardo e dei suoi gesti riesce lì dove il film fallisce in più di cento minuti. Vale a dire, nel raccontare senza sminuire tutta la disperazione, la povertà ed il degrado che alberga in molte periferie delle grandi metropoli europee e non. 'Razza Bastarda' riesce solo a metà, mostrandosi come una pellicola tecnicamente interessante e dall'estetica forte, ma che non riesce a centrare il cuore dei temi e dei personaggi che vorrebbe raccontare.

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