Roberto Benigni: 60 anni e non sentirli

27 ottobre 1952. A Castiglion Fiorentino nasce un bimbo che 30 anni dopo diventerà una leggenda del cinema e della televisione italiana. Roberto Benigni. Icona nazionale conosciuta in tutto il mondo, due volte Premio Oscar come miglior attore e per il miglior film in lingua straniera La vita è bella, candidato al Premio Nobel per la letteratura nel 2007, grazie all'impegno profuso in favore della diffusione della Divina Commedia di Dante Alighieri, mattatore in sala quanto in tv, Roberto Benigni festeggia 60 anni.

60 anni di successi strabilianti, 60 anni di crescita e mutazione. Dal Piccolo Diavolo degli anni 80 che saltava addosso a Raffaella Carrà, siamo passati al Benigni commovente e autorale de La Vita è Bella, celebrato in ogni parte del Globo come capolavoro cinematografico. Ovunque vada, da decenni, Benigni divide, diverte, e colpisce al cuore.

Saggio, irriverente, istrionico e strabiliante attore comico, il Roberto nazionale ha segnato la storia della cinematografia italiana. L'esordio, folgorante, con Berlinguer ti voglio bene di Giuseppe Bertolucci. Anche se vietato ai minori di 18 anni, il film riscosse un successo clamoroso, trasformando Benigni in attore da cinema, e non più in giullare televisivo. In pochi anni vediamo Roberto diretto dall'altro Bertolucci, Bernardo, con La luna, da Costa-Gavras in Chiaro di Donna, da Luigi Zampa in Letti Selvaggi, da Sergio Citti ne Il Minestrone, da Marco Ferreri in Chiedo Asilo, fino all'esordio come regista.

E' il 1983, Benigni ha da poco compiuto 30 anni. E prova l'esperienza 'dietro' la macchina da presa. Nasce Tu mi Turbi, primo di nove film che sbancano i botteghini e vincono premi a ripetizione. Nel 1984 riempe le sale in coppia con Massimo Troisi grazie al cult Non ci resta che piangere, nel 1988 replica con Il piccolo diavolo, da' vita ad un connubio artistico con Jim Jarmusch, recita nell'ultimo film di Federico Fellini, La voce della luna, diventa Il figlio della pantera rosa e si trasforma in mattatore da box office grazie a titoli come Il Mostro e Johnny Stecchino.

La consacrazione internazionale, inattesa ma meritata, arriva solo nel 1998, grazie a La vita è bella, al fianco dell'inseparabile Nicoletta Braschi. Il successo è travolgente. Nasce un nuovo Benigni, capace di parlare al mondo e toccare l'animo dello spettatore. Fa flop con Pinocchio, non entusiasma con La tigre e la Neve, si presta a Woody Allen con To Rome with Love e si inventa il tour pro Divina Commedia in giro per l'Italia. Poco prima di Natale di nuovo su Rai 1 con un programma che esalterà la bellezza della Costituzione Italiana, Roberto Benigni compie 60 anni, come già scritto.

60 anni da monumento nazionale, in grado di riscuotere applausi ad ogni uscita, ad ogni battuta, ad ogni sorriso, ad ogni monologo. Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte, Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, 5 Nastro d'Argento, 4 David di Donatello, un Bafta, uno Screen Actors Guild, 2 Premi Oscar, 9 lauree honoris causa, cittadino Onorario di Firenze dal 2012. Più che un compleanno, una vera e propria festa nazionale. Auguri Roberto.

To Rome With Love Trailer italiano

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