Spielberg si converte all’IMAX

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Da sempre arte e tecnica vanno a braccetto e spesso vivere in un Paese all'avanguardia sotto il profilo tecnologico può offrire esperienze non facilmente ripetibili. È questo il caso della notizia di oggi che riguarda uno dei film di maggiore successo di Steven Spielberg: Indiana Jones e i predatori dell'Arca perduta.

In vista dell'uscita americana di un cofanetto in blueray con i quattro film della serie di Indiana Jones, Spielberg ha accettato di convertire il primo capitolo nel formato IMAX, che verrà proiettato per un periodo limitatissimo nelle sale americane attrezzate.

Per chi non sapesse di cosa si parla l'IMAX è un formato per la proiezione di pellicola in alta definizione e su grandi schermi che ha grande diffusione al di fuori dell'Italia. In particolare è uno standard che sta conoscendo grande popolarità negli Stati Uniti anche grazie ai recenti successi di Hunger Games, Mission: Impossible — Protocollo fantasma e Il Cavaliere oscuro — Il ritorno.

Il processo di conversione della pellicola in 35mm di Indiana Jones ha rivelato nuovi inaspettati dettagli nonostante fosse vecchia di trent'anni. Immagini e suono sono stati rimasterizzati per un risultato finale che è stato in grado di convincere il più duro dei critici: Steven Spielberg in persona.

Il regista tre volte vincitore di un Oscar ha dichiarato di aver reagito con un certo scetticismo quando gli è stato proposto la conversione all'IMAX per la prima volta, temendo che una pellicola di tale età potesse restituire delle immagini sgranate e poco dettagliate se proiettate su grandi schermi. E invece si è dovuto ricredere, rimanendo tanto stupito da ipotizzare di usare questa nuova tecnologia già per la sua prossima pellicola, Robocalypse.

Spielberg ha trovato molte parole positive per descrivere la sua reazione e in particolare ha voluto sottolineare come l'operazione sia riuscita perfino a sistemare alcuni dettagli, come il gioco di luci e ombre nella prima parte del film. All'epoca infatti le scene vennero girate in una valle alle Hawaii e non fu possibile trasportare tutte le luci di cui c'era bisogno.

Come già successo per Il Re leone, Titanic e Star Wars: Episodio I, non siamo nuovi a vecchie pellicole riportate sullo schermo in una nuova veste tecnologica. Per I predatori dell'Arca perduta però Spielberg non voleva una trasposizione in 3D perché non ritiene che si tratti di un film moderno. La terza dimensione è invece un maquillage adatto, e infatti già previsto, per il ventesimo anniversario di un altro suo lavoro di grande successo come Jurassic Park.

Il regista è comunque intenzionato a rimanere fedele alla sua estetica e dice di non aver voluto modificare niente in Indiana Jones. Un punto di vista agli antipodi di quanto dimostrato dal suo amico e compagno di avventure George Lucas che nel corso del tempo ha messo mano più di una volta ai capitoli della trilogia di Guerre stellari. Anche se ironicamente per iniziare a pensare a un quinto Indiana Jones Spielberg non ha nascosto di attendere proprio l'iniziativa di Lucas, padre di tutte le storie del famoso archeologo.

Oltre a dichiarare che tra tutte le sue opere gli piacerebbe poter convertire in IMAX solamente Incontri ravvicinati del terzo tipo, girato per il 40% in 70mm, Spielberg ha rivelato che è intenzionato a fare alcuni test in 2 e 3D a settembre in vista dell'inizio delle riprese di Robocalypse.

Per il resto almeno qui in Italia aspettiamo di vedere diffondersi questa tecnologia non proprio nuova, ma di grande effetto, visto che attualmente le sale IMAX, il formato preferito del regista Christopher Nolan, sono solo due in tutta la penisola: una vicino Milano e una a Riccione.

di Roberto Artigiani

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