Urs Althaus, l’Aristoteles de “L’allenatore nel pallone” che fine ha fatto?

Urs Althaus , AristotelesE' entrato nell'immaginario collettivo italiano nel ruolo di Aristoteles, il campione brasiliano che fa sognare Lino Banfi ne "L'allenatore nel pallone" del 1984. Ma il brasiliano di Oronzo Canà, in verità, è tutto tranne che brasiliano. Urs Althaus, infatti, è svizzero, nato vicino a Zurigo nel 1959 (da padre nigeriano) e da ragazzo giocò veramente a calcio, militando due anni nel Zurigo. Il ruolo di Aristoteles è quello che gli ha dato la celebrità nel cinema, la sua croce e delizia in una carriera che ha avuto pochi altri picchi.

Urs AlthausSempre nel 1984 fu protagonista del film "Arrapaho" degli Squallor, mentre l'altro film di successo in cui ebbe la fortuna di recitare è stato "Il nome della rosa", dove ebbe il ruolo di Venanzio. Qui la sua carriera ha uno stop di quasi vent'anni, nei quali si dedica alla sua azienda in Svizzera e, di conseguenza, finisce nel dimenticatoio del cinema.

Nel 1998 è nuovamente Lino Banfi a ridargli spazio davanti alla telecamera, questa volta in tv, ne "Un medico in famiglia", mentre nel 2008 recita un cameo nel remake di "L'allenatore nel pallone 2". Ma Urs Althaus non è stato solo Aristoteles. Nel 1977, infatti, fu il primo uomo di colore ad apparire sulla copertina di GQ in America, dopo che l'editore aveva avuto dubbi a pubblicare un non bianco sulla copertina che rappresentava "le facce degli americani". E il suo essere uno svizzero di colore lo ha portato, nel 2009 a pubblicare un libro dal titolo eloquente "Io, il negro". Come attore, invece, nel 2014 uscirà  "La Sonnambula" .

Duccio Fumero

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