Alì ha gli occhi azzurri: un adolescente nell’Italia periferica e multiculturale [RECENSIONE]

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Presentato in concorso al Festival Internazionale dle Film di Roma e in uscita nelle sale italiane il 15 novembre, "Alì ha gli occhi azzurri" nasce come curioso "spin off" di un altro titolo, un documentario dal titolo "Fratelli d'Italia", di Claudio Giovannesi. Nel terzo episodio del documentario (dedicato a storie di giovanissimi di origine non italiana frequentati la medesima scuola) il protagonista è lo stesso di questo film: il giovane adolescente di origini egiziane Nader Sahran.

Stupefacente, quindi, che questo sedicenne non attore sia in grado di reggere (e così bene) la parte da protagonista in "Alì ha gli occhi azzurri". Nato a Roma e cresciuto a Ostia, Nader è un simbolo della seconda generazione di immigrati, in questo caso egiziani. Si sente italiano, parla italiano quasi sempre - se non quando deve comunicare con i genitori - ha una fidanzatina coetanea italiana (Brigitte Apruzzesi) e, a causa sua, sostiene continue discussioni in casa. Le regole dei musulmani sono differenti: la madre pretende che Nader cresca in maturità per poi trovarsi una ragazza egiziana. Il suo migliore amico è Stefano (Stefano Rabatti), italiano, una testa calda che sembra avere molto meno equilibrio di lui: Nader rifiuta di "fumare", non prende pasticche in discoteca, ma intende vivere da italiano la sua vita, rispettando molto alla larga i comandi della propria religione, a cominciare dall'alimentazione. Il suo ribellismo, che in fondo poi è solo una ricerca della propria identità, lo porta allo scontro in famiglia, tanto che i suoi lo lasciano fuori di casa per qualche giorno.

E proprio in questi giorni, Nader si mette nei guai: durante un pomeriggio in discoteca, l'amico Stefano si fa coinvolgere in una rissa nella quale accoltella gravemente un altro ragazzo. I due amici fuggono ma lasciano dietro di sé diversi indizi: così che i parenti del ragazzo finito in ospedale, rumeni, si mettono sulle tracce dei due giovani, con intenzioni non proprio amichevoli. Casa e scuola diventano indirizzi difficilmente praticabili, Nader e Stefano devono dormire dove capita e fuggire continuamente. Finché non decidono di prendere il problema nelle mani. Magari reggendo anche una pistola, acquistata illegalmente. La narrazione del film vede Nader progressivamente isolarsi in una situazione difficile, che dovrà risolvere armandosi di coraggio e appellandosi alla sua disperata voglia di vivere la propria gioventù. A fare da malinconica cornice invernale è la cittadina di Ostia, con le sue spiagge deserte, il vento che colpisce i volti, il miraggio della grande madre Roma a pochi chilometri di distanza.

"Durante la lavorazione del documentario Fratelli d'Italia — ha spiegato il regista Claudio Giovannesi - a Nader chiedevo solo di non guardare in macchina e di comportarsi come se le telecamere non ci fossero, senza esasperare alcun atteggiamento o comportamento; gli spiegavo che si trattava di un documentario e che era il contrario di un reality televisivo, dove ogni azione si compie e si esibisce in funzione delle telecamere". Bisogna effettivamente dire che il giovane Sahran ha imparato alla grande la lezione. Colpisce — in lui, ma anche in tutti gli altri giovani protagonisti — una innata naturalezza nel farsi interpreti di una storia che è perfettamente realistica e attinente alla loro realtà, geografica e generazionale.

Ferruccio Gattuso

Alì ha gli occhi azzurri
Regia: Claudio Giovannesi
Cast: Nader Sahran,Stefano Rabatti, Brigitte Apruzzesi
Distribuzione: Bim Distribuzione
Uscita nelle sale: 15 novembre

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