Bella addormentata

Marco BellocchioMarco BellocchioSolo su Yahoo!

Lo chiamano il Festival senza pubblico, e sarà per la crisi o per l'assenza di star da passerella, o per chi e cosa volete voi. Ma forse, si potrebbe ipotizzare, è anche per la mancanza di "titoli forti". Tali, cioè, da generare discussioni. Di sostanza.

Un bel sasso nello stagno potrebbe essere però questo "Bella Addormentata" di Marco Belloccio, film coraggioso e impegnativo, non solo per il tema che affronta (l'eutanasia, filtrata attraverso casi gravitanti introno al celeberrimo caso di Eluana Englaro), ma per come il regista di Bobbio maneggia la storia (le storie) senza svicolare nella finta imparzialità, ma domando la propria parzialità (che va a favore della scelta del padre di Eluana, Beppe) a vantaggio di una narrazione ideologicamente distante, saggia e soprattutto rispettosa del dolore e della assoluta unicità dei singoli casi umani.

Ambientato nel febbraio 2009, durante i mediaticamente convulsi giorni della sospensione di alimentazione ed idratazione di Eluana Englaro, il film racconta la storia di diversi protagonisti accomunati dal tema dell'eutanasia (e, in un caso, anche della scelta estrema del suicidio). Un senatore del PdL, Uliano Beffardi (Toni Servillo) deve scegliere se votare per una legge che va contro la sua coscienza (e le sue personali passate scelte famigliari, come si vedrà nella storia), sua figlia Maria (Alba Rohrwacher) è una giovane attivista cattolica va a manifestare davanti alla clinica dove è ricoverata Eluana, Roberto (Michele Riondino) è nello stesso luogo, insieme al giovane irruento fratello, ma per combattere sul fronte laico della dolorosa questione. E qui incontra Maria, e se ne innamora, ricambiato. C'è poi una matura attrice (Isabelle Huppert) chiusasi come uno scrigno inaccessibile nel dolore per una figlia finita in coma, convinta di riportarla in vita con un'incessante rito di preghiere, alla cui base però forse non sta una vera fede. E c'è poi la disperata drogata Rossa (Maya Sansa) decisa a suicidarsi e impedita in questo da un giovane medico (Pier Giorgio Belloccio).

Sono molte le "belle addormentate" in questo film: quelle "cliniche" straziano il cuore con la propria immobilità e la propria prigionia, allontanate (per sempre?) dall'interazione col mondo e con gli umani; quelle "psicologiche" (i personaggi della Huppert e della Sansa) soffocano e inquietano lo spettatore per tutto il film, conducendolo a due esiti opposti. Una delle due, sembra di capire, si risveglierà alla vita. Grazie all'amore, alla cura umana e umanitaria. La maestria di Bellocchio sta, come detto, nell'equilibrio della narrazione e, tecnicamente parlando, in un'abilità registica che non avrebbe nemmeno bisogno di queste righe per essere evidenziata (nel saper dirigere gli attori, nella scelta delle immagini, nell'uso mai superfluo o compiaciuto dei primi piani). Il cinema di Bellocchio non è mai un cinema d'inerzia, ma anzi è qualcosa che si muove sempre spinto da una necessità. Ultime notazioni per le grandiose performance di Toni Servillo (ficcante il dialogo con lo psichiatra e politico interpretato da Roberto Herlitzka, struggente la scena del suo addio definitivo alla moglie) e di Maya Sansa (da ricordare il suo dialogo con il giovane medico suo "salvatore" nel finale del film).

Ferruccio Gattuso

Bella Addormentata
Regia: Marco Bellocchio
Cast: Maya Sansa, Alba Rohrwacher, Toni Servillo
Distribuzione: 01 Distribution
Uscita nelle sale: 6 settembre

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