“Bling Ring”: Sofia Coppola racconta i teen-nichilisti [RECENSIONE]

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Bling Ring, ovverosia ninnoli preziosi. É il nome che la stampa americana sul finire degli anni Duemila diede alla banda di teenager svaligiatrice di ville dei vip di Los Angeles. Un gruppo di graziose e superficiali ragazze (più un ragazzo) della borghesia a stelle e strisce, armate di internet e nichilismo. Capaci di scoprire, spulciando le news gossip sul web, domicili delle star della città, nonché loro eventuali spostamenti. Così da poter entrare nottetempo nelle loro abitazioni, rubare oggetti preziosi e, soprattutto, abbigliamento. Ossessionate quasi patologicamente dalla celebrità e dal look dei vip ammirati - personaggi come Paris Hilton, Lindsay Lohan, Megan Fox e Orlando Bloom - le terribili ragazzine riuscirono in breve tempo a raccogliere una refurtiva di 3 milioni di dollari. Alla fine, la legge riuscì a mettere le mani sulla banda.

A questo fatto di cronaca solo apparentemente minore Sofia Coppola dedica il suo ultimo film, intitolato per l'appunto "Bling Ring", presentato all'ultimo Festival di Cannes, ora in uscita nelle sale italiane (dal 26 settembre). Un modo per restare fedele alla propria ricerca al centro del mondo adolescenziale e giovanile americano, evitando nette presi di posizione eppure riprendendo, con sconsolato distacco, il vuoto spinto dell'esistenza delle nuove generazioni. Casi limite, certo. Eppure nei volti alienati delle protagoniste di "Bling Ring", nel loro compulsivo ricorso alla digitazione sul cellulare, nell'esigenza di fotografare ogni momento "vissuto", anche il più vacuo e plastificato, nella ricerca spasmodica, infine, dell'oggetto alla moda, emergono gli innumerevoli volti di tanti giovanissimi vicini a noi. I protagonisti della storia coppoliana sono dunque Nicki (Emma Watson), Sam (Taissa Farmiga), Marc (Israel Broussard), Chloe (Claire Julien) e Rebecca (Katie Chang): il giovane Marc, tipo solitario, trova nell'algida ed elegante Rebecca un'amica, se così si può dire, e una "formatrice". Tra i due scatta una silenziosa intesa, che si allarga progressivamente alle altre amiche (sarebbe meglio dire "alleate") di Rebecca. Casualmente si forma una banda di ladruncoli che non sembra esitare di fronte a qualsiasi illegalità: dal violare domicili altrui, ad assumere droghe, psicofarmaci, mentire spudoratamente a genitori drammaticamente incapaci di leggere nell'animo dei propri figli.

La parabola delle Bling Ring viene narrata da Sofia Coppola in modo schematico e ripetitivo, proprio per ribadire la noia e il vacuum che appesta le esistenze di questi giovani. Il rischio, calcolato, è quello di annoiare lo spettatore dopo 40 minuti (su 90) di situazioni reiterate. Ma la regista figlia d'arte, autrice di "Lost in Translation" e vincitrice del Leone d'oro con "Somewhere", sa quel che fa: Ms Coppola dosa ripetitività e un'ottima colonna sonora, si affida a un ottimo cast dove spiccano Emma Watson (definitivamente sdoganata dal ruolo potteriano di Hermione), il giovane Israel Broussard e l'antipatica per dovere di copione Katie Chang. Infine, allestisce un finale inquietante per la sua sonnolenta normalità, dove i genitori - una volta che la legge si presenta alla porta di casa - non pensano nemmeno per un attimo a punire i figli, bensì a proteggerli come pure a semplice proprietà, affermando frasi come "Di qualsiasi cosa si tratti, troveremo una soluzione". Il Nulla che pulsa nei teenager criminali nasce dunque da lontano, dai loro genitori assenti, anestetizzati da un benessere nemmeno percepito, persino da pseudo-religioni pret-a-porter miste di "karma", new age ed evocazioni distorte di cristianesimo.

Ciò che le ragazzine ladruncole vogliono è semplicemente finire al centro del mondo delle celebrità (mentre "Somehwere" narrava, all'opposto, la stanchezza di chi vive in quel mondo), attraverso gli oggetti se non è possibile altrimenti. In una folle congiunzione degli opposti, il loro materialismo è a tal punto soffocante da trasformarsi in ipnosi e distacco dal valore delle cose: gli oggetti, anche altrui, si prendono e si usano, in un rito nichilistico che afferma e nega allo stesso tempo il valore di un universo patinato ferocemente agognato. Non vi è distinzione tra la vita reale e quella sui social network, e persino dentro le fila del Bling Ring non vi è mai un reale dialogo, gli affetti sono inesistenti, e l'unico momento di comunicazione tra Marc e Rebecca è quando il primo chiede alla seconda: "Ma se non fossi più mia amica, mi svaligeresti la casa?". Un film che non è un capolavoro, ma si rivela a suo modo necessario. Non sarebbe male proiettarlo per le scuole.

Ferruccio Gattuso

Bling Ring
Regia: Sofia Coppola
Cast:
Cast: Katie Chang, Israel Broussard, Emma Watson, Taissa Farmiga,
Distribuzione: Lucky Red
Uscita nelle sale: 26 settembre

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