Chernobyl Diaries – La Mutazione

Solo su Yahoo!

Esordisce alla regia con un horror dalle forti dosiadrenaliniche Brad Parker, ex supervisore per gli effettispeciali in film di successo come "Fight Club" e "xXx",nonché regista di seconda unità in film come "Blood Story". Il suo "Chernobyl Diaries" -prodotto e sceneggiato da Oren Peli, noto come regista di "Paranormal Activity" - è qualcosa diparzialmente originale nel panorama del cinema "di paura": senza dubbio il taglio realistico conquista lo spettatore, insieme a un sapiente uso del "crescendo". Benché la cornice sia, come dire, scolastica — un gruppo di giovani americani in vacanza itinerante per l'Europa approda in Ucraina e ha l'occasione di compiere una gita "estrema"emozionante, complice un ex militare russo riciclatosi intitolare di un curioso tour promoter: la gita si risolverà naturalmente in un disastro — la sua collocazione geografica e storica conquista la curiosità. Siamo ad oggi, a ventisei anni dal disastro nucleare del 1986 a Chernobyl. Un reattore della centrale di laggiù esplose, contaminando mortalmente la zona circostante e generando una nuvola radioattiva che prese il volto verso l'Occidente.

Un incubo che, essendo ancora al potere il regime sovietico, venne tenuto per qualche giorno sotto silenzio, prima che gli indici radioattivi in Europa schizzassero alle stelle. L'idea del plot nasce da una domanda: cosa sarà rimasto in quella zona ferita a morte, davvero ogni persona è stata evacuata? Eccoli, i sei giovani portati da un colossale omone ucraino (Dimitri Diatchenko) in quel di Pripyat, cittadina evacuata in pochi minuti dopo la tragedia di
Chernobyl. A bordo di un furgoncino scassato l'allegra comitiva giunge sul luogo. Gli indici di radioattività sono ancora alti, non si può sostare più di un giorno, ecco perché il consiglio è: muoversi tra i cortili deserti, entrare in qualche palazzo e osservare le vestigia di una vita cancellata in un attimo. Forme di vita? Solo qualche cane affamato che si muove nella notte. Così si pensa. Perché poi i cani non sono poi così rigidamente "notturni", non si limitano ad abbaiare (…), addirittura un gigantesco orso elettrizza i presenti correndo all'interno di un palazzo e, bè, forse c'è anche... qualcuno.

Fra le rovine di Pripyat, infatti, si muovono ombre furtive... Esseri che pagano gli effetti di una terrificante mutazione. Quando si tratta di riaccendere i motori del furgoncino e tornare a casa dopo qualche spavento per lo più gestibile, ecco l'imprevisto: il motore non parte. Da cui ne consegue: restare nell'area tutta la notte (con rischi radioattivi), e affrontare gli esseri che scaturiscono dal buio. Per cominciare, cani famelici. La città abbandonata si trasforma, quindi, in una prigione per gli ex spensierati ragazzi benestanti d'America. Il vecchio ed estraneo mondo est-europeo, col suo passato di guerra fredda e gli ambienti fatiscenti diventa il brutto sogno incombente con tutta la sua fisicità. Non pensiamo di fornire spoiler guastafeste dicendo che la comitiva verrà assottigliata da progressive morti violente (forse non narrate in modo fantasioso, ma per questo motivo decisamente realistiche) e che qualche scopiazzatura la si deve senza dubbio a "Io sono leggenda" di Francis Lawrence, con i giovani della comitiva a sostituire il ruolo solitario che fu di Will Smith nell'ennesimo rifacimento dell'omonimo romanzo di Richard Matheson. Quanto al cast, nessun volto meritevole di nota, anche se i protagonisti ce la mettono tutta per essere credibili. Se poi dai volti si vuole abbassare lo sguardo, una citazione dovuta la meritano legenerose curve di Olivia Dudley, prosperosa bionda americana che, come tutte le "pupe" a curve degli horror, non farà una bella fine.

Ferruccio Gattuso

Chernobyl Diaries — La Mutazione
Regia: Brad Parker
Cast: Devin Kelley, Jonathan Aadowski, Olivia Taylor
Distribuzione: M2 Pictures
Uscita nelle sale: 20 giugno

Ultimi post

Altri post >>