Eva

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Il futuro è qui, ed è oggi. Perlomeno è questa la sensazione che regala allo spettatore la storia di "Eva", dramma realistico-fantascientifco diretto dall'esordiente al lungometraggio Kike Maìllo, in uscita nelle sale italiane il 31 agosto. Ambientato in una fredda, innevata località chiamata Santa Irene, il film ha come protagonista un giovane, talentuoso ingegnere cibernetico di nome Alex (lo spagnolo Daniel Brűhl, "Good-Bye Lenin", "Intruders", "7 Giorni all'Havana"), di ritorno nella cittadina dopo dieci anni di disatnza. A Santa Irene, Alex deve concludere un progetto cibernetico diretto dalla locale Facoltà di Robotica, relativo a una sofisticata macchina umanoide: un bambino.

Alex necessita però di un modello umano valido e originale, un bambino speciale, dotato di una certa intelligenza e spiccate doti caratteriali. Pensa di averla trovata nella piccola Eva (Claudia Vega, magnetica attrice all'esordio scelta tra oltre 3000 coetanee), precoce bambina curiosamente figlia di Lana (Marta Etura), sua ex fidanzata perduta malamente e finita tra le braccia di suo fratello David (Alberto Ammann), che le ha dato una casa e una famiglia. Le cose in città sono dunque parechcio cambiate, ma Alex non riesce a nascondere i propri sentimenti per Lana, irritando il fratello. Non solo: Alex non riesce a trovare la necessaria concentrazione operativa, anche se la vicinanza con Eva è molto stimolante. Alla fine, i sentimenti personali, oltre alla scoperta di un terribile segreto che vede coinvolte Lana e Eva, condurranno a un redde rationem imprevisto. Diciamo, più o meno imprevisto...

Sì perché il film del catalano Kike Maìllo non è che sia un fuoco d'artificio di suspense, situazioni inedite e messaggi particolari. Nel mondo in cui si muovono i protagonisti, la robotica è entrata nel quotidiano, ci sono animali robot d'appartamento, servitori e maggiordomi robotici, e insomma il concetto è chiaro: i robot possono essere utili, ma il "sentire" umano è tutt'altra cosa. In un certo senso, per la sua commistione di contemporaneo e futuristico, questo film ricorda "Il Mondo dei Robot" (1973) di Michael Crichton, dove il tasso di fantascienza serve a formulare domande sul presente. E dove la cornice quotidiana rappresentata non è necessariamente pessimistica (come quasi tutti i film di genere sci-fi). Un elemento curioso e originale è l'ambientazione quasi "vintage" della storia, apparentemente antecedente al nostro 2012 (diciamo collocata tra la fine dei '70 e i primi '80), eppure intrecciata con uno sviluppo della robotica ancora di là da venire nella nostra vita. Insomma, un "prima" e un (forse) "dopo" che, visivamente, spiazzano lo spettatore. A non spiazzarlo, purtroppo, è l'intreccio narrativo, decisamente non inedito.

Ferruccio Gattuso

Eva
Regia: Kike Maìllo
Cast: Daniel Brűhl, Marta Etura, Claudia Vega
Distribuzione: Vide-Cde
Uscita nelle sale: 31 agosto

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