Festival di Cannes 2012: sembra un western ma non lo è, “Lawless”

Prendete una puntata di "Hazard", una qualunque: togliete una quarantina d'anni, portando l'azione dagli anni '70 alla fine degli anni '20, nel periodo del proibizionismo; aggiungete violenza, sangue,  sadismo, un'arsenale intero di armi e sostituite il Generale Lee con un prototipo di Ford. Ora prendete Rosco e invece che scemo immaginatelo come pazzo sadico con la faccia di Guy Pierce.

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Fatto? A questo punto prendete tutti gli ingredienti e fateli amalgamare da Nick Cave capace di mettere stile, eleganza, ironia e bisogno di epopea, all'impasto;   date a Daisy un vestito castigato e il volto perfetto di Jessica Chastain e ai cugini Duke (qui fratelli Bondurant) il volto di eterno bambino di Shia LaBeouf e quello di

eroe controvoglia di Tom Hardy ( che surclassa tutti per fascino e bravura nonostante, giurino i giornalisti americani, abbia insistito sulla poco felice trovata di imitare l'accento di Marlon Brando in "Il padrino").

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Quello che otterrete è "Lawless" film americano diretto dall'australiano John Hillcoam (regista di "La strada") presentato in concorso sulla Croisette e piuciuto molto, a pochi.

La stampa francese lo ha definito rozzo e volgare, ingenuo e frettoloso.

Non lo so. Il film di Hillcoat non passerà alla storia, né del cinema, né di questo festival. Però, forse, merita un giudizio più generoso non foss'altro per la buona volontà con cui ha provato a restituire a un 'epoca confusa e violenta della storia d'America, quella del proibizionismo, in cui una legge senza speranza di essere rispettata tolse credibilità all'intero sistema legale e diede la stura ad anni di violenza e criminalità ,  la dignità di luogo di nascita metaforica dell'America di oggi, nata (lo hanno già detto più volte altri, prima di Hillcoat- Cave da Scorsese a Spike Lee) lì dove più copioso è scorso il sangue.

Per rendere tutto più chiaro il film insiste dal principio alla fine sulle eco di western della storia, richiamandole in ogni dettaglio, dalle prostitute sfatte, alle armi  cromate, alla gente che corre a nascondersi quando vede arrivare "il cattivo". Mancano giusto i cavalli e poi c'è tutto.

La verità però è che "Lawless" è un film di cui non si può dire, davvero, nulla di male: è un film ben scritto e ben recitato. Solo che non se ne sentiva il bisogno, tutto qui. Niente di male, ma vale la pena ripassare un'altra volta, con un prodotto che non si sia già visto altre decine di volte da altre parti.
Voto 5 e mezzo

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