“Fuga di cervelli”: ragazzacci trash alla conquista di Oxford

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Tutto sta a seguirli, i protagonisti di “Fuga di cervelli”. Dove? In Inghilterra, dove si recano (con estrema, improbabilissima facilità) per studiare medicina all'università di Oxford. A seminare gag, equivoci e disastri in voluto (eccome se voluto) zelo trash: un trash dove rutti, peti e parolacce sono colonna sonora goliardica cucita su misura per piacere ai quasi coetanei. Da leggersi come gli adolescenti o i ventenni freschi freschi che, oggi, surfano sul web come nemmeno i protagonisti di “Un mercoledì da leoni” (o di “Blue Crush”, per restare più moderni). É da lì infatti, da Internet, che parte il successo di una squadra capitanata da Paolo Ruffini – toscanaccio abile in tv prima come veejay, poi come conduttore di “Colorado” - e nelle cui file marciano parecchi dei restanti protagonisti di questa pellicola leggera che più leggera non si può. La formula (e la squadra) che spopolò sul web è quella del livornese “Nido del cuculo”, fatta di doppiaggi demenziali su frammenti di film di Hollywood, un gioco cui Ruffini & co si sono prestati raccogliendo clic su clic: ma da You Tube al cinema cambia tutto, non solo l'ampiezza dello schermo.

Ispirandosi alla commedia spagnola di qualche anno fa “Fuga de cerebros” e alla produzione a spalle larghe di Colorado, Ruffini si concede il lusso di un esordio alla regia: ne nasce un film - in uscita il 21 novembre nelle sale italiane - che non prova nemmeno per un attimo a piacere a chi ha superato la trentina, ma che al pubblico giovane potrebbe apparire come un rivale de “I soliti idioti” e un erede, almeno un po', di quei film anni '80 dove a troneggiare era Jerry Calà. Cucita con ago e filo demenziale, “Fuga di cervelli” ci porta nei pressi del timido e imbranato Emilio (Luca Peracino), un classico sfigato invaghito sin dall'infanzia della bella Nadia (Olga Kent, valletta del cabaret show “Colorado”, ma guarda un po'). Ovviamente, Emilio non è mai riuscito a spiccicare parola con lei, esternando i propri sentimenti. Gli anni passano , Emilio segue a distanza Nadia, iscrivendosi perfino all'università di Medicina solo perché ci va lei. Il giorno che riesce a profferire sillaba davanti al suo viso, Emilio scopre che la bella bionda ha vinto una borsa di studio nella miticia Oxford, e proseguirà lassù gli studi. Storia mai nata e già finita? Non se hai come amici una banda di scellerati che, truccando informaticamente i propri voti, riesce a farsi spedire egualmente a Oxford, per permettere a Emilio di coronare il suo sogno. E gli amici in questione sono una sorta di "corte dei miracoli": Alfred (Paolo Ruffini) è un non vedente dalla parolaccia facile che rifiuta di considerarsi tale, Alonso (Andrea Pisani) è un paralitico perennemente arrapato confinato su una sedia a rotelle, Lebowsky (Guglielmo Scilla) è un sonnolento spacciatore di acidi e Franco (Frank Matano) un napoletano fiero della sua olimpica ignoranza. Una volta a Oxford, in una ridda di situazioni imbarazzanti e di equivoci da avanspettacolo, ognuno di loro scoprirà l'amore. Nota finale: proprio sull'ultima ripresa del film, in lontananza, appare camminando - cammeo rigoroso trattandosi della squadra di "Colorado" - Diego Abatantuono, fondatore del marchio. Chissà quanti dei probabili, giovanissimi spettatori di “Fuga di cervelli” potranno riconoscere quel signore che a noi, più in là con gli anni, dice molto. Forse quella chiusa è un modo di chiedere venia. Ci suggerisce di guardare con occhio benevolo questi ragazzacci dal trash facile: perché da questo stesso territorio spuntò pure il signore di cui sopra. Che di strada, poi, ne fece parecchia.

Ferruccio Gattuso

Fuga di cervelli
Regia: Paolo Ruffini
Cast: Paolo Ruffini, Luca Peracino, Olga Kent
Distribuzione: Medusa
Uscita nelle sale: 21 novembre

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