Gli equilibristi: Mastandrea quarantenne in crisi [RECENSIONE]

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Cronaca di una povertà annunciata. Ma non prevista, né immaginata. A proposito di film che sanno parlare al pubblico afferrando al volo i temi contemporanei, ecco questo buon film di Ivano de Matteo (regista de "L'Ultimo Stadio" e attore, nel ruolo del Puma nella serie televisiva "Romanzo criminale"), in uscita nelle sale il 14 settembre. Sono i tempi della crisi e delle disillusioni a proposito delle confortevoli certezze economiche in questa parte del mondo. Una storia come quella de "Gli Equilibristi" prende per il bavero lo spettatore per mostragli l'assoluta normalità di una possibile povertà dietro l'angolo.

Protagonista della vicenda è Giulio (Valerio Mastandrea, come al solito infallibile nella sua interpretazione naturale e istintiva) un quarantenne impiegato pubblico alle poste, stipendio non imperiale ma sicuro - 1200 euro al mese - , una vita tranquilla condivisa con la graziosa moglie Elena (Barbara Bobulova) impiegata alla reception di uno studio medico, una figlia teenager di nome Camilla, testa sulle spalle e chitarrista in una rock band (la brava Rosabell Laurenti Sellers , una bella quasi-scoperta: la si ricorderà in "Femmine contro Maschi" di Fausto Brizzi) e Marco, bambino timido e sensibile (interpretato dall'esordiente Lupo De Matteo).

Questo sereno equilibrio viene sconvolto da un tradimento: Giulio cede all'attrazione per una giovane e bella collega, viene scoperto ed Elena decide per la separazione. Da questo momento comincia un'autentica "discesa agli inferi" per Giulio, che scopre di non avere abbastanza denaro per mantenere la famiglia e la sua nuova vita da single. Quando devi trovare un appartamento e finisci in una pensione, quando devi sostenere i figli e non puoi nemmeno allungare una paghetta o offrire un turno ai "gonfiabili" del parco giochi, quando finisci alle mense per i poveri tenute dai preti e addirittura quando finisci a dormire in auto, diviso da risse tra extracomunitari solo dal confine di una portiera sigillata, allora ti è completamente chiaro quanto sia labile il confine tra benessere e povertà. In una società, tra l'altro, che solo ora sta approntando misure per gestire la realtà dei "nuovi poveri". Giulio in questa esperienza toccherà il fondo ma, sembra di suggerire l'epilogo della storia, riserva a sé stesso - e soprattutto allo spettatore pronto a uscire dalla sala - un barlume di speranza.

La parabola del protagonista viene scandita da De Matteo con abile crescendo (dovremmo dire decrescendo, trattandosi di un progressivo declino...), affidando alla straordinaria abilità di Valerio Mastandrea la gestione "ritmica" del passaggio dalla commedia al dramma alla tragedia, attraverso battute, sguardi ed espressioni facciali. Un film che non nasce da alte pretese "filosofiche", ma anzi tende a fare pura e onesta cronaca di una storia individuale. Ed è per questo che raggiungerà lo spettatore molto più efficacemente di tanti pistolotti sociologici o economici.

Ferruccio Gattuso

Gli equilibristi
Regia: Ivano De Matteo
Cast: Valerio Mastandrea, Barbora Bobulova, Rosabel Laurenti Sellers
Distribuzione: Medusa
Uscita nelle sale: 14 settembre

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