Gli Infedeli

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D'accordo che il cinema francese attraversa un'ottima stagione, in perfetto equilibrio tra commedie e drammi, cinema di cassetta e cinema d'autore. D'accordo che un attore francese — Jean Dujardin — si è aggiudicato, primo nella storia di Hollywood, un Oscar tutto suo per l'interpretazione nel film muto "The Artist". Ma un film come "Gli Infedeli", in questo senso, ci appare come un peccato di hybris, per dirla con gli antichi greci. Un volo nel cielo terso dell'autocompiacimento, muniti delle mitologiche ali di cera di Icaro. Con rischio di caduta rovinoso, dunque.

Il progetto di un film a episodi (sette, di durata molto differente) incentrato sul tema "molto francese" dell'infedeltà in amore - "Gli Infedeli", in arrivo nelle sale italiane il 4 maggio - si deve alla coppia di attori, registi e piacioni in servizio permanente effettivo rispondenti al nome del già citato Dujardin e di Gilles Lellouche, amici nella vita e sul set (ultimamente insieme anche nel tutt'altro che irresistibile "Piccoli segreti tra amici" di Guillaume Canet). Un progetto che raccontasse, cioè, le mille sfaccettature — comiche, ironiche, drammatiche, divertenti ma anche squallide — dei tradimenti coniugali e dei mille faticosi e disonesti sotterfugi che un coniuge (quasi sempre "lui") deve mettere in scena per mantenere l'equilibrio famigliare e al contempo spassarsela. Si va dalla coppia di amici ultra-quarantenni infedeli impenitenti capaci di passare intere notti in discoteca fregandosene di mogli e figli, rimorchiando ragazze da possedere in camere d'albergo (anzi, nella stessa camera e nello stesso letto), al marito sfigato e bruttino (un Dujardin ingrassato e munito di sopracciglione unico da tempia a tempia) che, nei giorni di un congresso aziendale, cerca di portarsi a letto una donna purchessia, fallisce nell'impresa e torna a casa mandando amorevoli sms alla mogliettina, al dentista maturo e benestante che ha una relazione con una splendida "lolita" appena uscita dal liceo ma — seguendo la medesima parabola de "La Voglia Matta" di Luciano Salce, con Ugo Tognazzi e Catherine Spaak — sbatte le proprie illusioni anagrafiche (e la propria faccia) contro il muro della realtà. Per finire, come ultimo esempio, con la coppia matrimoniale che, facendo outing quasi per gioco sulle reciproche infedeltà, manda in crisi un solido legame fatto di illusioni e segreti ben custoditi.

Il risultato? Un quadro discontinuo e solo a tratti divertente che riporta soprattutto il pubblico di casa nostra (di una certa età) alla commedia italiana a episodi tipica degli anni '60. Nulla che possa sorprenderci, dunque. Qui e là, poi, affiora qualche cruda volgarità, che sarà anche realistica e, come ha spiegato Dujardin, "onesta", ma che potrebbe infastidire le spettatrici, non necessariamente femministe da battaglia. Quanto ai cosiddetti "maschietti", bè, da un film così se ne esce letteralmente a pezzi.

Ferruccio Gattuso

Gli Infedeli
Regia: Jean Dujardin et al.
Cast: Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Pierre Benoist
Distribuzione: Bim Film
Uscita nelle sale: 4 maggio

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