Killer Joe: la Cenerentola pulp di William Friedkin [RECENSIONE]

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William Friedkin, regista celebrato di film come "Il Braccio violento della legge" e "L'Esorcista" ama definire questo suo ultimo film, "Killer Joe", come una "versione moderna di Cenerentola". Una Cenerentola pulp, aggiungiamo noi. Perché in effetti è come se quella celebre fiaba fosse passata sotto il rullo compressore di una violenza alla Tarantino, distorcendosi in una sorta di mix di sangue, amoralità, ironia e grottesco.

Si tratta di una storia, cesellata dalla maestria registica di Friedikin, nata da una sceneggiatura a orologeria a firma di Tracy Letts, già autore dell'originale teatrale pluri-premiato: prima di questa ottima versione cinematografica, "Killer Joe" è stata una piéce che, dopo l'esordio nel 1998 allo Steppenwolf Theatre di Chicago, ha avuto messe in scena in 15 paesi e in 12 lingue diverse. Noir di frontiera, lontano dalle dimensioni urbane e piuttosto collocato nei depressi spazi di un Texas dove il Nulla fa da cornice ad appartamenti e locali lasciati andare, il film di Friedkin ha come universo umano protagonista una famiglia che è a dir poco disfunzionale. Il giovane Chris (Emile Hirsch, volto giunto alla celebrità del grande pubblico con "Into the Wild") fa lo spacciatore di cocaina, e quando scopre che sua madre gli ha rubato tutta la droga nascosta in casa, mettendolo nei guai con una gang decisa a fargli la pelle, ha una pensata: fare ammazzare la madre da un sicario, e incassare un'assicurazione sulla vita che la donna, è venuto a sapere, ha stipulato. Il ragazzo estende il progetto al padre Ansel (Thomas Haden Church), che vive ormai con un'altra donna, Sharla (Gina Gershon), e la sorellina Dottie (Juno Temple).

Killer JoePer liberarsi della madre che gli ha causato un grave danno, e oltretutto intestataria di una polizza assicurativa sulla vita, il giovane spacciatore Chris e suo padre Ansel si rivolgono a "Killer" Joe Cooper, un assassino prezzolato, ma con maniere da gentiluomo, che si dimostra disponibile a risolvere la faccenda dietro lauto compenso anticipato. I due committenti sono a corto di denaro, ma Joe accetta come 'caparra' la compagnia di Dottie, l'innocente sorellina di Chris. Tuttavia, al momento di riscuotere il premio dell'assicurazione, Chris scoprirà che la madre gli ha giocato un brutto tiro e lo stesso Joe dovrà usare la sua abilità di investigatore per arrivare alla verità e far pagare a tutti il prezzo dovuto...

Alla fine, anche loro si uniscono al progetto e decidono, dopo brainstorming famigliare, di assoldare un sicario come Killer Joe Cooper (Matthew McConaughey) che, essendo anche un poliziotto, può ben svolgere il proprio compito e successivamente depistare le indagini. Cooper agisce solo dietro compenso anticipato, e i soldi non ci sono. Ma si "accontenta" di una succulenta caparra: una caparra in carne e ossa, e cioè la sorellina Dottie. Chris, col tempo, comprende di non sopportare la visione di sua sorella nelle mani del perverso killer, e decide di far saltare l'accordo: ma mammina è già stata uccisa, e Cooper con Dottie ci ha preso proprio gusto. Non se ne parla. La vexata queastio finirà, prevedibilmente (ma non (in modo prevedibile) nel sangue). Tanto più che, alle spalle di tutta la vicenda, c'è un intrigo svelato solo nel finale, e che implica uno "showdown" western che passerà tra le scene "pulp" memorabili degli ultimi anni (anche per la rappresentazione disturbante di una fellatio imposta e simbolica, praticata con una cosciotto di pollo fritto).

Friedkin sa come gestire immagini e suspense, e si appunta sulla giacca di grande regista anche i galloni di una scelta di cast perfetta: Matthew McConaughey acciuffa il ruolo della vita, prestando la sua faccia da bravo ragazzo a una missione di assoluta amoralità bestiale. Cowboy asettico, dalle camice ben stirate e dai modi ordinati, Cooper si muove come uno squalo nell'acqua di assoluto cinismo in cui i pesci piccoli sono Chris, ragazzino irresponsabile, Dottie, teenager dai sogni ancora puri ma costretta in un mondo che la sconsidera o la mercifica (ed è proprio di Juno Temple la performance migliore del film), Sharla infedele e dai desideri elementari e l'ottuso pater familias (si fa per dire) Ansel. "Killer Joe" uscirà nelle sale l'11 ottobre ed è un film da vedere.

Ferruccio Gattuso

Killer Joe
Regia: William Friedkin
Cast: Matthew McConaughey, Emile Hirsch, Juno temple
Distribuzione: Bolero Film
Uscita nelle sale: 11 ottobre

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