La Bottega dei Suicidi: Patrice Leconte esordisce all’animazione [RECENSIONE]

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Patrice Leconte esordisce all'animazione portando sullo schermo il celebre racconto "nero" di Jean Teulè, "La Bottega dei Suicidi", in arrivo nelle sale italiane il 28 dicembre. Il lungometraggio - presentato nella selezione Fuori Concorso dell'ultimo Festival di Cannes - è un esperimento per il noto regista di film come "Tandem" e "L'Uomo del Treno", e non si può dire che sia completamente riuscito. Leconte - come ha spiegato lui stesso in occasione dell'uscita di questo film - è stato un appassionato lettore di fumetti, da ragazzo realizzava cortometraggi animati con i ritagli di carta, e dunque "La Bottega dei Suicidi" è stata per lui un'occasione di ritorno nostalgico al passato. Alla direzione artistica e grafica di Régis Vidal, il regista francese accompagna un adattamento (realizzato con lo stesso Teulè) non perfettamente fedele al racconto, certo più "annacquato" nella sua caustica schiettezza anticonvenzionale, ciò nonostante finito nel mirino della censura che, in Italia, ha provveduto a vietare la visione del film addirittura ai minori di 18 anni.

Non vi è dubbio - comunque la si pensi in merito - che il tema del suicidio e il trattamento di esso all'interno della storia sia a tratti disturbante. La storia. Siamo in una metropoli grigia, appesantita dall'inquinamento e dal soffocamento edilizio, dove la popolazione vive d'inerzia, spenta nelle aspirazioni, e tentata dal suicidio. Per soddisfare questa pressante "domanda del mercato", in una tranquilla piazzetta lontano dal chiasso del traffico si erge la bottega dei Tuvache, retta dallo scrupoloso pater familias Mishima (citazione dallo scrittore Yukio Mishima, nazionalista nipponico suicidatosi praticando il seppuku, erroneamente conosciuto in occidente come harakiri) e dalla corpulenta moglie Lucrece. La bottega fornisce di tutto: veleni efficaci, nodi scorsoi per agili impiccagioni e altre amenità macabre del genere "facciamola finita". I Tuvache sono perfetti per il ruolo: papà, mamma e due figli regolarmente tristi e depressi (Marilyn, come la Monroe, e Vincent, come il pittore Van Gogh, due illustri suicidi), i quali non cadono mai nell'errore di regalare ai propri clienti un sorriso o una via d'uscita dall'estrema scelta che sta alla base dei loro guadagni.

La bottega dei suicidiIn una città in cui la vita è diventata talmente triste che la gente non ha più voglia di vivere c'è un inatteso raggio di speranza: La Bottega dei Suicidi gestita da Mishima e Lucréce con i loro figli. Le persone disperate, infatti, sono benvenute nel negozio e l'attività va a gonfie vele. Alla nascita di Alan, però, la disgrazia cade sulla famiglia, lui sorride e, peggio ancora, è felice di essere vivo!

Quando però il nuovo nato Alan (come il matematico omosessuale inglese Turig, morto suicida a 41 anni) fa il suo arrivo in famiglia, gli equilibri saltano: per uno strano gioco del destino Alan è solare, sorridente, ottimista e luminoso. Nonostante gli sforzi di mamma e papà, Alan vede il bello nella vita, rischiando di compromettere la clientela in bottega. Papà Mishima, disperato, cercherà addirittura di iniziare il figlioletto all'abitudine cancerogena del fumo, per levarselo di mezzo. A dispetto di tutto, quella del piccolo Alan sarà una rivoluzione tale da trasformare i Tuvache in qualcosa di radicalmente diverso. Narrato con i toni della commedia noir, con più di uno sguardo al proficuo insegnamento di uno specialista come Tim Burton, "La Bottega dei Suicidi" non riesce a fare centro. La scelta di farne un musical, poi, si rivela controproducente poiché le musiche (di Florian Thouret con Etienne Perruchon) e le liriche delle canzoni (di Leconte e Perruchon) non sono di particolare qualità. Le prime vorrebbero tanto assomigliare alle armonie fiabesche e inquietanti composte per Tim Burton da Danny Elfman (ad esempio, per il capolavoro "Nightmare Before Christmas") ma proprio non ce la fanno, le seconde sono troppo elementari e prive di sfumature. La regia e le soluzioni 3D sono invece qualcosa di pregevole ma a tutti gli effetti non bastano per rendere una pellicola del genere appetibile. Soprattutto a un pubblico over 18 che, per chissà quale motivo, dovrebbe mettere "La Bottega dei Suicidi" in cima alla propria agenda cinematografica natalizia.

Ferruccio Gattuso

La Bottega dei Suicidi
Regia: Patrice Leconte
Cast: Animazione
Distribuzione: Videa
Uscita nelle sale: 28 dicembre

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