La mia vita è uno zoo

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E venne anche per Cameron Crowe la volta di un classico film per la famiglia. Il cosiddetto "film per tutti". Il regista di "Jerry Maguire" e "Almost Famous — Quasi Famosi" sforna infatti, imprevedibilmente, un film in "stile Disney" (in realtà della 20th Century Fox) che fa correre il pensiero a quelle commedie anni '60, fitte di buoni sentimenti, animali e ottimismo, nelle quali spiccava Dean Jones come protagonista. Ispirato al libro autobiografico di Benjamin Mee, intitolato chilometricamente "We Bought a Zoo: The Amazing True Story of a Broken-Down Zoo, and the 200 Animals That Changed a Family Forever", e cioè "Comprammo uno zoo: la stupefacente storia reale di uno zoo messo male, e dei 200 animali che cambiarono una famiglia per sempre", il film di Crowe è la più leale promessa mantenuta di un trailer.

Questo lo potere vedere qui e là in Rete: ebbene, da esso, riceverete tutte le informazioni a proposito della storia, dei ruoli dei protagonisti, dell'alchimia fra di essi e della morale scontata che arriva solo dopo due ore consistenti (più 4 minuti...) ma che è già chiara come il sole allo scoccare della prima mezz'ora. Questo per dire che "La mia vita è uno zoo" - in uscita nelle sale italiane l'8 giugno - non vi prenderà, nemmeno per un attimo, in contropiede. Al centro della vicenda c'è un vedovo inconsolabile di nome Benjamin Mee (Matt Damon), giornalista amante dei casi avventurosi, padre di un introverso teenager (Colin Ford) e di una piccola bimba solare (Maggie Elizabeth Jones), il quale decide di rifarsi una vita mollando la città e rifugiandosi in campagna. Quando pensa di aver trovato la casa dei sogni, la scoperta: chi acquista l'edificio si fa onere anche di uno zoo adiacente, mal messo ma speranzoso di risorgere. Benjiamin accetta per fare felice la piccola figlioletta, incontrando però l'ostilità del figlio più grande.

Ma la difficile impresa porterà alla catarsi: una nuova armonia che nascerà in famiglia, insieme all'elaborazione del lutto. Come complici nell'impresa, i giovani addetti allo zoo, tra cui spicca per tenacia e soprattutto straordinaria bellezza la responsabile Kelly (Scarlett Johansson). E così, tra tigri da curare, orsi in fuga, pavoni che sfornano pulcini, ispettori per l'agibilità dello zoo scrupolosi e antipatici, la fiaba moderna confezionata da Cameron Crowe ci porta dritti a un doppio consiglio. Il primo: qualsiasi sia la perdita che ti ha distrutto la vita, scegli sempre la vita. Il secondo: gli animali sono affascinanti e possono essere tuoi amici ma — udite udite - non potranno mai sostituire le gratificazioni che ti danno le persone. Grazie al cielo, dunque, un film che sbandiera sano amore per gli animali ma non sforna puritano animalismo (che è una cosa ben differente). Tra le note negative, oltre alla già citata prevedibilità (non solo papà Matt Damon si ritrova di fronte Scarlett Johansson, ma il giovane figlio Colin Ford ha la contemporanea fortuna di incappare, nello stesso luogo a 9 miglia dal primo negozio, in una coetanea di lusso, e cioè Elle Fanning) si devono segnalare un uso melenso ed emotivamente ricattatorio di animali e bambini, e una colonna sonora originale in odor di new age e sonorità afro-corale letteralmente insopportabile.

Ferruccio Gattuso

La mia vita è uno zoo
Regia: Cameron Crowe
Cast: Matt Damon, Scarlett Johansson, Elle Fanning
Distribuzione: 20th century Fox
Uscita nelle sale: 8 giugno

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