La recensione in anteprima di Young Adult

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Un Oscar se l'è già portato a casa, ai tempi di "Monster". Ma Charlize Theron il bis lo farà molto presto, se continuerà a cercare con intelligenza ruoli come quello. E come questo: in "Young Adult" (in uscita nelle sale italiane il 9 marzo), ultima commedia amara confezionata dalla coppia di "Yuno" (la sceneggiatrice Diablo Cody e il regista Jason Reitman, l'attrice sudafricana veste il ruolo difficile ma stimolante di una donna superficiale, sgradevole dentro e gradevolissima fuori.

Mavis Gary è infatti una ex giovane, avvenente over 30 in piena "sindrome da Peter Pan". La sua vita è a un punto fermo: vive e lavora a Minneapolis, come ghost writer di una serie di romanzi per adolescenti, il cosiddetto genere "young adult". Orecchiando i dialoghi tra adolescenti, scavando involontariamente nelle sue immaturità, Mavis è anche brava nel suo lavoro e sa confezionare storie efficaci. C'è però qualcosa che l'ha lasciata congelata agli anni del liceo, quando era, indiscutibilmente, la reginetta assoluta. La più bella, la più desiderata. Il suo breve matrimonio si è sfasciato, vede raramente i propri genitori, e la collana di libri che le fa portare a casa lo stipendio sembra arrivata agli sgoccioli.

Un giorno, Mavis riceve nella propria casella di posta elettronica una mail che la catapulta nel passato: il suo adorato e mai dimenticato ex boyfriend Buddy (Patrick Wilson) intende "battezzare" (laicamente) il proprio neonato insieme a parenti e amici. Mavis decide così di autoinvitarsi alla cerimonia, tornando così nella cittadina delle origini, con una missione ardita: riprendersi l'uomo che le spetta, benché sia felicemente sposato e abbia una vita, semplice e modesta, che lo gratifica. Le cose però non sono semplici come le aveva immaginate: tra una sbornia e l'altra con un ex compagno di liceo disabile di nome Matt (Patton Oswalt), la conturbante sirena malata studia il da farsi.

Una contro-commedia romantica efficace, questa nata dalla penna "scorretta" e demolitrice della sempre brava Diablo Cody, dove per una volta a fare da protagonista di una vicenda di immaturità cronica è una donna e non un uomo. Ma se con gli uomini spesso capita di sorridere, nulla di questo è concesso in "Young Adult": come spettatori, si resta vittime di una profonda amarezza, ma anche di un sottile disgusto, per Mavis, la cui illusione rasenta in modo preoccupante la malattia mentale. Non a caso il paragone con la figura distorta e inquietante di "Monster" concettualmente regge. Seppure il plot del film finisca per essere, nei 94 minuti di durata, abbastanza telefonato (anche il "colpo di scena" tra Mavis e il povero Matt), Charlize Theron nobilita ogni scena con una bravura indiscutibile: come al solito, la bella sudafricana sa aderire in modo stupefacente al proprio personaggio, assumendone perfettamente le "falle interiori" per farle emergere in superficie con tic, gestualità ed espressioni impeccabili. Benché Reitman ("Juno", "Tra le nuvole", "Thank You For Smoking") e Diablo Cody sappiano il fatto proprio (soprattutto nel portare sullo schermo storie senza consolatorie soluzioni esistenziali), una commedia distorta e triste come questa sarebbe passata inosservata senza una protagonista come la Theron.

Ferruccio Gattuso

Young Adult
Regia: Jason Reitman
Cast: Charlize Theron, Patrick Wilson, Patton Oswalt
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Uscita nelle sale: 9 marzo

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