Jack e Jill

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E poi ci lamentiamo dei cinepanettoni. O delle volgarità presenti nell'ultimo blockbuster tricolore "I Soliti Idioti" (a proposito è di pochi giorni la notizia che, ovviamente, se ne farà un secondo episodio). Prendete questa commedia diretta da Dennis Dugan, vecchio sodale del protagonista Adam Sandler, con cui ha realizzato ben otto, dicasi otto pellicole, a cominciare da "Happy Gilmore — Un tipo imprevedibile": "Jack e Jill" è ciò che si dice un film demenziale, capace di raccogliere negli Stati Uniti la bellezza di 80 milioni di dollari al botteghino, parto gemellare — è proprio il caso di dirlo — di titoli come "American Pie" o qualsiasi trash-storia griffata da specialisti come i fratelli Farrelly. Con in più — anzi, in meno — una sceneggiatura a un livello ben al di sotto dell'elementarità.

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Adam SandlerUna qualità indubbia del film è comunque la durata: novantun minuti e non un secondo di più. Che, per la verità, sono già abbastanza nel dover sopportare la voce petulante (perlomeno nel doppiaggio italiano) di uno dei due personaggi portanti della storia. Alludiamo alla sorella gemella Jill che, come ogni anno alla Festa del Ringraziamento, cala come una mannaia a Los Angeles, nella vita di Jack, regista di spot pubblicitari, felice marito e padre di famiglia. Sia Jill che Jack, ebbene sì, hanno il volto di Adam Sandler, abile a sdoppiarsi — complici le magie digitali contemporanee — nella coppia gemellare che, tra scuse reciproche e litigi, trascina una piccola folla di comprimari verso un finale banale quanto moralista. La famiglia è la famiglia, e non c'era bisogno di ribadirlo con questa commedia che, a proposito di comprimari, mette in campo un asso come Al Pacino.

Purtroppo per noi, il fuoriclasse italoamericano si ritaglia un ruolo nei panni di sé stesso che, da ottimi presupposti (ironizzare e parodiare sé stesso, i propri gigionismi cine-teatrali e qualche ruolo storico come quello dello shakespearino Riccardo III) naufraga nel battutismo più velleitario. Nella storia, il regista Jack deve "arpionarlo" a una partita di basket dei Lakers e strappargli un sì per una partecipazione a uno spot. Ce la fa: Pacino è bello che seduto a godersi la partita insieme a Johnny Depp (anche lui nel ruolo di sé stesso) e Jack si presenta "a corte". Il problema è che la sorella Jill potrebbe rovinare tutto. Sbagliato: credeteci o meno, il piccolo grande Al si invaghisce di quel bestione di sorella dalle spalle larghe. Ed ecco quindi che Jack pensa di sfruttare cinicamente la gemella che, fino a due minuti prima, voleva rispedire nel Bronx al più presto.

Tutto qui, credeteci. A meno che non vogliate scrupolosi resoconti di lenzuola con riproduzioni esatte del corpo umano provocate da un'estrema sudorazione, concerti di peti in bagno in seguito ad abbuffate di cibo messicano, cotton fioc pieni di cerume e amenità assortite che, evidentemente, sembrano suonare come battute irresistibili a un certo tipo di pubblico. Un'ultima annotazione: la moglie di Adam Sandler, nella storia, è la graziosa e insipida Katie Holmes-in-Cruise. Meno espressiva di uno dei palloni da basket rimbalzanti sul campo dei Lakers.

Ferruccio Gattuso

Jack e Jill
Regia: Dennis Dugan
Cast: Adam Sandler, Al Pacino, Katie Holmes
Distribuzione: Warner Bors Pictures Italia
Uscita nelle sale: 17 febbraio

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