Magic Mike: Channing Tatum, Matthew McConaughey e gli spogliarelli [RECENSIONE]

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Ci si potrebbe chiedere cosa è successo a Steven Soderbergh, autore di film come "Traffic", "Solaris", "Intrigo a Berlino" e il penultimo "Knockout". Non che il regista di Atlanta si sia mai recluso in un genere o in un ruolo particolare: i suoi "parti" vanno dal poliziesco coi toni da commedia alla "Out Of Sight" ai remake divertissement come "Ocean's Eleven" e sequel, ai drammi di denuncia come il già citato "Traffic". Nessun snobismo, dunque. Ma con "Magic Mike", Soderbergh scende di parecchi gradini, imboccando la zona cantine di una carriera che, a questo punto, sembra andare d'inerzia. Ovviamente, il Nostro è ancora (relativamente) giovane e con un po' di ottimismo ci si aspetta da lui un colpo di reni. E una risalita.

Il suo ultimo film è esattamente ciò che i trailer hanno promesso (anzi, minacciato) in queste settimane di avvicinamento all'uscita nelle sale, prevista in Italia per il 21 settembre. Una storia di spogliarellisti dal fisico bestiale e dai bicipiti di marmo, superficiali quanto basta per non arrossire al centro di dialoghi prevedibili e insulsi, tagliati su misura per divertire, forse e al massimo, un pubblico di verde età. Insomma, la categoria del film è quella di titoli tipo "Step Up" e simili, e se ci si illude di trovare - all'ultima sterzata drammaturgica prima dei titoli di corda - una morale, bè, questa sta tutta nel ragazzaccio che in fondo ha un buon cuore e che smette di vivere una vita sbagliata e troppo edonista per dedicarsi alla ragazza giusta.

Il ragazzaccio in questione è l'adone Channing Tatum che, a dispetto di un'incipiente calvizie e dall'espressione certo non da Nobel per la fisica, dal collo in giù sfoggia la fisicata giusta per catturare gli occhi dell'universo femmineo. É lui il Magic Mike del titolo, vale a dire un quasi trentenne di Tampa, Florida, il cui sogno è fare il piccolo artigiano (di mobilio fatto a mano). Per raccogliere fondi e avviare l'impresa, il belloccio di giorno fa il muratore ma di sera si reinventa star dello strip-tease maschile. Dove? Nel locale del maturo Dallas (Matthew McConaughey, che a 50 anni suonati regge il confronto coi muscolosi ragazzini di complemento), vecchia volpe dell'entertainment notturno, il cui sogno è ingrandirsi e gestire lo show a Miami. Quando Mike incontra il pivellino ma piacente Adam (Alex Pettyfer, sinceramente bravo nella parte dell'ingenuotto), lo tira dentro il progetto e, guarda un po', arriva a conoscere la sorella di lui, Brooke (la bella e particolare Cody Horn), brava ragazza, infermiera e studentessa diffidente verso gli spogliarellisti. Quando Adam perde il controllo e finisce in un giro di pasticche illegali, Brooke se la prende con Mike. Ma Mike sistemerà le cose e capirà che forse è meglio il cuore di Brooke che la carriera di fusto in mutande a Miami.

Credeteci o meno, è tutto qui. Tutto e solo qui. Non ci vuole molto a capire che titoli come "Cocktail" o "Top Gun", con il sorriso di cellophane del Tom Cruise più impunito degli anni Ottanta, sono in confronto trattati di filosofia contemporanea. Le righe di questa recensione servono dunque ad avvisare il pubblico adulto (e soprattutto quello maschile eterosessuale): non c'è un motivo logico per vedere quest'ultimo Soderbergh.

Ferruccio Gattuso

Magic Mike
Regia: Steven Soderbergh
Cast: Matthew McConaughey, Channing Tatum, Alex Pettyfer
Distribuzione: Lucky Red
Uscita nelle sale: 21 settembre

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