Paris Manhattan: quando Woody Allen è una categoria dello spirito [RECENSIONE]

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Ebbene sì, Woody Allen può essere una categoria dello spirito. Sicuramente lo è per la graziosa farmacista parigina Alice (Alice Taglioni), che si trova ad ereditare le redini del negozio di papà. La sua vita scorre all'insegna della cinefilia e soprattutto del culto di Woody Allen, maestro di cinema e di vita, con i suoi consigli "filosofici" distribuiti lungo tutta la sua filmografia. Sebbene Alice sia ormai in età da matrimonio, e sebbene tutti in famiglia spingano perché trovi l'amore e si leghi in qualche modo a qualcuno, lei vive single, tra letture ispirate dal proprio gusto ma anche (non casualmente) dal gusto del guru di Manhattan.

Non solo: Alice "dialoga" maniacalmente con un gigantesco poster di Woody appeso nella stanza principale del suo appartamento. E se vi viene in mente il dialogo di Allen con il suo ispiratore Humphrey Bogart in "Provaci ancora, Sam" - film del 1972 guarda caso non di Allen, bensì di Herbert Ross, ma tratto da una piéce teatrale del piccolo grande newyorchese - bè, non avete sbagliato di una virgola. É chiaro sin dall'inizio che, per aprirsi alla vita, Alice deve psicanaliticamente "uccidere il padre". Liberarsi del fantasma di Woody e cercare di vivere sul serio, confrontandosi anche con esseri umani i quali, puta caso, non hanno mai visto un film di Allen in vita loro. Come Victor (Patrick Bruel, di recente protagonista nell'altrettanto vagamente alleniano "Cena tra amici"), per esempio, uno che installa antifurti e che però, se Alice non si facesse fuorviare dalle sue fisime estetico-letterarie, possiede una naturale vis ironica molto ma molto simile a quella del Genio. Solo che è istintiva e viene dal confronto diretto e sanguigno con la vita. Come andrà a finire tra i due, in una Parigi romantica e idealmente affiancata alla Manhattan di alleniana?

La regista e sceneggiatrice (e autrice degli ottimi dialoghi) Sophie Lellouche — con il suo "Paris, Manhattan" in uscita l'8 novembre nelle sale italiane - ce lo racconta in modo efficace, divertente, e simil-alleniano, al punto tale che — credeteci gente credeteci! - lo stesso Woody appare nel film. Non solo usa la sua voce per parlare a mezzo poster, ma proprio si palesa fisicamente nonostante non appaia nei crediti per non fagocitare con la sua aura l'intero prodotto cinematografico. Una commedia sapida e malinconica, forse un po' scolastica e marcatamente zelante nel suo culto alleniano ma, diciamocela tutta, meglio un culto del genere che tanti altri.

Ferruccio Gattuso

Paris Manhattan
Regia: Sophie Lellouche
Cast: Alice Taglioni, Patrick Bruel, Marine Delterme
Distribuzione: Academy 2
Uscita nelle sale: 8 novembre

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