Paura 3D

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Che i Manetti Brothers ("Zora la Vampira", "Piano 17") fossero appassionati di genere horror e thriller era cosa risaputa. Che vi si dedicassero con tale scrupolo, è invece una piacevole sorpresa. Coloro che sono indifferenti a questo tipo di film, ovviamente non troveranno nulla di appetibile in un prodotto come "Paura 3D", per molti versi scolastico e "ortodosso" nella pedissequa ricerca di stilemi dell'universo "de paura". I fan della tensione, invece, potrebbero seriamente restare incollati a questa storia claustrofobica e sadica (mentalmente e fisicamente), proprio per la straordinaria capacità dei Brothers in questione nel maneggiare la suspense con un'accorta scelta di tempi, montaggio delle immagini e direzione degli attori.

"Paura 3D" - in uscita il 15 giugno nelle sale - vive di citazioni, alcune meramente testuali (il libro dei racconti E.T.A. Hoffman mostrato nella casa dove si svolge la vicenda), altre stilistiche (Dario Argento, Mario Bava, più alla larga a certo horror nipponico), altre infine debitrici alla cronaca, in primis all'inquietante caso di Natascha Kampusch, la ragazza austriaca segregata per anni da un insospettabile orco. Tutto parte dalla ragazzata di tre amici un po' coatti — Marco (Claudio Di Biagio), Simone (Lorenzo Pedrotti) e Ale (Domenico Diele) — che decidono di sfruttare l'immensa villa di un ricchissimo marchese, il Lanzi (Peppe Servillo), per passare un week-end a base di spinelli, videogame, piscina, lusso sfrenato tra bottiglie di Dom Perignon tenute in frigo e di vino Sassicaia conservate in cantina. Ecco, appunto, la cantina. Mentre Marco e Ale se la godono allegramente, il più nevrotico e introspettivo Simone scende laggiù, per scoprire un'agghiacciante segreto. Facilmente immaginabile per quanto abbiamo scritto prima.

Ma come ci sono finiti nella villa Lenzi questi tre ragazzi della periferia romana? Uno di loro, Ale, fa il meccanico nell'officina dove il ricco ed eccentrico nobile porta a riparare le sue auto di lusso. E se nel cruscotto si ci sono le chiavi della villa... Tutto qui, ma è certo abbastanza, perché un buon horror ha bisogno di una location ristretta, una serie di personaggi non troppo astuti e portati a fare errori madornali (primo di tutti la curiosità irrazionale) e, come detto, di un abile uso della tensione. E proprio quest'ultima traspare sui volti dei protagonisti, ben diretti dai Manetti: la spontaneità dei ragazzi (soprattutto del genuino Claudio Di Biagio) rende tutto avvincente. La spigolosa piscopatia contenuta del marchese è altresì efficace, ben interpretata dal Servillo ex voce degli Avion Travel, attore, sceneggiatore, e già che ci siamo fratello dell'attore Toni Servillo. E il colpo di scena finale? Ovviamente c'è, annunciato con capace crescendo (anche musicale: la colonna sonora elettrica e a tratti metal, firmata da Pivio, è azzeccata) dai Manetti, sceneggiatori insieme a Giampiero Rigosi e Michele Cogo. Infine, una nota sul 3D: chi vi scrive non lo ha trovato fondamentale per il pathos delle scene, e anzi a volte fastidioso in alcuni punti in cui la profondità (come nelle scritte della comunque bella sigla animata iniziale) risultava eccessiva e, come dire, "zelante".

Ferruccio Gattuso

Paura 3D
Regia: Manetti Brothers
Cast: Peppe Servillo, Francesca Cuttica, Lorenzo Pedrotti
Distribuzione: Medusa
Uscita nelle sale: 15 giugno

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