Piccole Bugie tra Amici

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Un'estate benestante, godereccia e pervicacemente determinata a essere serena, nonostante tutto. E il tutto, francamente, è troppo. Per esempio, è un amico (Jean Dujardin, violentemente privato del contagioso sorriso di "The Artist" per farsi maschera di dolore) vittima di un tragico incidente motociclistico, che doveva far parte della compagnia vacanziera, e che invece viene lasciato in tutta solitudine in una stanza d'ospedale, in terapia intensiva. Mentre gli "amici" prendono e vanno. Dove? A Cap Ferret, in una ricca casa sul mare fatta di diversi bungalow nei quali il ricco e nevortico Max (Francois Cluzet, volto ultimamente noto al grande pubblico per il suo ruolo di protagonista in "Quasi Amici") invita, come ogni anno, gli amici Marie (Marion Cotillard), eterna indecisa in amore, Vincent (Benoit Magimel) che, benché sposato e con figlio, prova per lui una... confessata attrazione, Eric (Gilles Lellocuhe), piacente attore di poche speranze con il tic da mandrillo, e Antoine (Laurent Lafitte), noiosa anima in pena che vive appeso agli sms di una ex che sta per perdere definitivamente ma che vuole riconquistare. La vita scorre tra le dita e la destinazione finale è nota.

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Dunque, bisogna "esistere" il più possibile godendo, e costruendo ogni giorno un piccolo monumento di apparente amicizia in una ristretta cerchia di "privilegiati". Ma nella compagnia (sinceramente irritante, il peggio del fighettume superficialotto da XXI secolo, con l'aggiunta di tic new age e di "correttezza politica") guidata dal facoltoso Max i segreti e le bugie si ammonticchiano, tra il silenzi e le parole non dette. E la calda estate finirà per essere, ebbene sì, un "grande freddo". Che è poi l'intento di questo troppo lungo, noioso, e sul finire insopportabilmente melenso e autocompiacente drammone intitiolato "Piccole bugie tra amici", diretto da Guillaume Canet e in uscita nelle sale italiane dal 6 aprile: riportare la memoria dello spettatore, utilizzando anche una precisa colonna sonora infarcita di artisti "classici" come Creedence Clearwater Revival, David Bowie e Janis Joplin (poco probabile tra l'altro, perché tutta rigorosamente angloamericana in un contesto francese...) a quel "Il Grande Freddo" (1983) di Lawrence Kasdan. Se nel cult-movie era la generazione del post-'68 a finire sotto la lente di ingrandimento, qui è quella dei 35-50enni attuali, dove possono convivere, in un relativismo valoriale e culturale ammorbante, attivisti terzomondisti e sniffatori di cocaina (che, vada sé, finanziano col loro vizio gangster di ogni risma), maniaci del cibo bio e carrieristi guidatori di Suv mega-inquinanti, senza che nessuno giudichi l'altro, e anzi nemmeno si chieda il significato della parola "coerenza".

Qual è il collante di questi giovani ed ex giovani uomini e donne che se la spassano al mare, se non la determinazione a spassarsela, per l'appunto, cercando di non pensare a tutto ciò che comporti il concetto di dolore? Ma quest'ultimo invece arriva, attraverso la morte dell'amico ricoverato in ospedale. Nel cuore dell'estate. Una bella lezione per tutti, e purtroppo anche per noi spettatori, che dobbiamo sorbirci — nell'interminabile due ore e mezza e più di durata del film — un epilogo funerario in cui almeno tre degli amici della comitiva scandiscono (integralmente!) un discorso funebre in omaggio al morto, nonché una sequenza di pianti, abbracci e scene madri (perfino la sabbia della spiaggia adorata fatta calare sulla bara...) nei quali spicca, irritante sopra ogni irritazione, l'espressione anchilosata da madonna addolorata di Marion Cotillard.

Ferruccio Gattuso

Piccole Bugie tra Amici
Regia: Guillaume Canet
Cast: Francois Cluzet, Marion Cotillad, Jean Dujardin
Distribuzione: Lucky Red
Uscita nelle sale: 6 aprile

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