To Rome With Love

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Il buon vecchio Woody torna sugli schermi, in prima persona come attore e come regista, a stretto giro di posta dal convincente, romantico "Midnight In Paris". Lo fa affidando alla Città Eterna — in "To Rome With Love", dal 20 aprile nelle sale italiane - i propri sospiri di cantore metropolitano, provvisoriamente sradicato da New York. E se nella Ville Lumiére pioveva spesso dal cielo e piovevano al contempo nostalgie letterarie per un periodo storico (l'inizio Novecento, affollato di talenti artistici), Allen per Roma conserva suggestioni meteorologiche e spirituali del tutto differenti. Parigi è la fidanzata, anche un po' scontrosa, le pieghe della cui bellezza sono i bistrot, i bar fumosi dove si può incontrare gli Hemingway o i Dalì, i salotti letterari e artistici dei mecenati. Roma è invece la matrona grandiosa, quasi sempre illuminata alla luce calda del primo tramonto, che ti stordisce (rimpicciolisce e ridicolizza anche le tue personali manie di grandezza) alla presenza delle sue vestigia storiche.

Che a Woody Roma piaccia è un fatto. Ma che non riesca a coglierne l'esatto spirito, o che non la ami quanto ami Manhattan e Parigi, è egualmente intuibile. La seduzione romana è, per Allen, tutta da cartolina. Roma è la cornice nella quale infatti il Nostro intende inserire il suo personale "Decameron" (e difatti all'opera di Boccaccio inizialmente voleva ispirare il titolo) affollato di personaggi, storie parallele e una raffica di luoghi comuni estetici e musicali sull'Italia da provocare quasi imbarazzo. I personaggi, soprattutto, finiscono per essere mere allegorie di tic sociali, e dunque non offrono la benché minima profondità: c'è il giovane avvocato romano di sinistra che, ovviamente, vuole lavorare pro bono per i meno abbienti e che si inalbera alla minima critica verso "i sindacati senza i quali i lavoratori sarebbero persi", c'è l'attrice americana superficiale (Ellen Page) abile nello sfornare singoli versi di poeti e letterati per darsi un'aria colta (e che naturalmente ama i temporali e, sibila una battuta del film evocando Angelina Jolie, "finirà ad adottare bambini birmani"...), c'è una coppia di giovani sposini provinciali giunti a Roma da Pordenone (Alessandro Tiberi e Alessandra Mastronardi, volto noto de "I Cesaroni"), e dalla città tentatrice e decadente travolti sessualmente. Ci sono poi alcune storie che, grazie al copione benevolo in battute e al carisma dei suoi interpreti, convincono di più. Diverte, per esempio, il Roberto Benigni nei panni di un oscuro impiegato improvvisamente (e altrettanto misteriosamente) trasformato in celebrità usa-e-getta, sulle prime angosciato dalla mancanza di privacy per il suo essere di colpo vip e poi disperato per il suo ritorno all'anonimato. Strappa risate a scena aperta il Woody Allen ex produttore nel teatro lirico, immalinconito dalla pensione e convinto di aver trovato uno straordinario tenore nei panni di un impresario di pompe funebri (Fabio Armiliato) che, però, riesce a cantare bene solo sotto la doccia. E vince la sua personale partita anche Alec Baldwin, nel ruolo di un celebre architetto finito per mere questioni di denaro a progettare centri commerciali: giunto a Roma per ricordare gli anni della sua giovinezza vissuta a Trastevere, l'uomo incontra il suo "sé stesso che fu" in un giovane architetto (Jesse Eisenberg, apprezzato protagonista di "The Social Network"), legato a una fidanzata sincera ma travolto dal fascino superficiale dell'attricetta succitata interpretata da Ellen Page.

Qui e là, poi, tra luoghi comuni e tributi scontati (per esempio la "Nel blu dipinto di blu" cantata da Modugno sui titoli di testa) affiorano volti a noi noti, da Ornella Muti a Antonio Albanese, per finire con Riccardo Scamarcio. Cammei e veloci pennellate che ci fanno capire come Allen abbia visto a suo tempo diverse commedie all'italiana, la maggior parte delle quali (e forse anche giustamente) non gli hanno peraltro sconvolto la vita. Alla fine, la sensazione che si può trarre dalla visione di questa commedia leggera e dichiaratamente "d'inerzia" del caro vecchio Woody è che l'ispirazione non è eterna, il mestiere certo non lo si perde, ma la stanchezza è difficile da nascondere come si fa con la polvere sotto il tappeto. In "To Rome With Love" sembra che Woody, inconsciamente (direbbe il Freud dal quale, recita una battuta nel film, il Nostro rivorrebbe "i soldi indietro"), riveli il proprio volto esattamente in quei malinconici, struggenti e stanchi bagliori d'inizio tramonto sui monumenti capitolini. A quasi settant'anni, e dopo una miriade di bellissimi film, glielo si può anche perdonare.

Ferruccio Gattuso

To Rome With Love
Regia: Woody Allen
Cast: Alec Baldwin, Penelope Cruz, Woody Allen
Distribuzione: Medusa
Uscita nelle sale: 20 aprile

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