A Royal Weekend: un fine settimana “umano troppo umano” tra i potenti [RECENSIONE]

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Sono passati tredici anni dal successo di "Notting Hill", ma evidentemente l'ironia di cui il regista Roger Michell è naturalmente armato non è di quelle che si perdono per strada. In "A Royal Weekend" - scritto da Richard Nelson, in arrivo nelle sale italiane il 10 gennaio - l'autore sudafricano sa calibrare tempi e scorci (introspettivi e di immagine) per raccontare un curioso, storico fine settimana passato nel giugno 1939 nella tenuta di Hyde Park sull'Hudson, di proprietà del presidente americano Franklin Delano Roosevelt (a dire il vero della sua energica madre). Il film è infatti la cronaca dell'incontro studiato dal presidente FDR per discutere con Sua Maestà il Re Giorgio d'Inghilterra, invitato in loco con la consorte regina, il futuribile intervento armato americano al fianco del Regno Unito, giusta alla vigilia dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Di lì a tre mesi, infatti, la Germania nazista avrebbe invaso la Polonia e dichiarato guerra a Londra.

Il summit tra il presidente e il re aveva dunque il senso di un primo contatto umano per valutare una possibile intesa. La cornice degli eventi è dunque quella che vede il Regno Unito come ex impero coloniale in declino e sotto la minaccia di un attacco tedesco, e l'America (gli ex coloni ribellatisi a Londra...) come nuova potenza economica e militare in ascesa, orgogliosa del proprio isolazionismo. Questa, però, è la Storia con la essa maiuscola. Nei corridoi intriganti della storia quotidiana e minuscola passeggia invece questa vicenda ben scritta, interpretata da un cast d'eccezione, con Bill Murray nei panni del paraplegico presidente Roosevelt, Samuel West in quelli di Re Giorgio d'Inghilterra e Laura Linney in quelli Daisy, cugina di quinto grado di Roosevelt, osservatrice non troppo disincantata degli eventi in un weekend storico. Daisy, infatti, viene coinvolta emotivamente dal rapporto con FDR e intesse una relazione sentimentale con lui. Prima di scoprire che il presidente ha diversi fronti aperti con altre signore dell'entourage. Ogni "re", evidentemente, ha le sue "cortigiane".

Con grande ironia e classe, Michell segue due percorsi narrativi principali: quello del rapporto tra Daisy e Roosevelt, e quello tra i due capi di stato. Su questo secondo fronte ci sembra brilli il meglio del film, con una straordinaria interpretazione di Bill Murray nel ruolo del presidente handicappato e una, addirittura superiore per incredibile bravura, di Samuel West nel ruolo di Re Giorgio, anch'egli menomato dalla nota balbuzie resa celebre dal film Oscar "Il Discorso del Re" di Tom Hooper. Sullo sfondo, i piccoli segreti di infedeltà e amicizie coinvolgenti figure come la First Lady Eleanor (Olivia Williams), la madre di FDR Sara (Elizabeth Wilson), la segretaria Missy (Elizabeth Marvel). Alla fine, si è portati ad accettare le mille imprecisioni "umane troppo umane" che investono i potenti della Terra così come l'uomo della strada. Da quel weekend sarebbe nata un'intesa personale tra i due capi di stato e una "fondamentale relazione" tra Usa e Regno Unito. Un legame che ancora oggi resiste alle insidie del tempo. Tra picnic con hot dog serviti scandalosamente alla coppia reale, litigi notturni, bevute di cocktail e reciproche confidenze tra potenti "impotenti" (a camminare così come a parlare), la normalità umana gettava le fondamenta a una vittoria militare che avrebbe salvato l'umanità dalla barbarie nazista.

Ferruccio Gattuso

A Royal Weekend
Regia: Roger Michell
Cast: Bill Murray, Samuel West, Laura Linney
Distribuzione: Bim Distribuzione
Uscita nelle sale: 10 gennaio

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