Taken La Vendetta: Liam Neeson pluriomicida (buono) nei vicoli di Istanbul [RECENSIONE]

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Liam Neeson torna nel ruolo dell'agente Cia Bryan Mills, anche se in questo (poco necessario) sequel di "Io vi troverò" (2008) vorrebbe tanto godersi la pensione. Si sa, però, che il pubblico, soprattutto quello americano, va fuori di testa per il vecchio eroe che tanto vorrebbe starsene tranquillo ma il destino cinico e baro lo costringe a ritornare in pista, per fargli ripassare movenze, colpi segreti, astuzie e coraggio della spia super-perfetta. Mills ha la sua età, non sarà né James Bond né Ethan Hunt d'accordo, ma a guardarlo in "Taken La Vendetta", bè, si può dire che è il ritratto della salute.

Anche perché a venirgli incontro è una sceneggiatura del tutto compiacente — co-firmata da Luc Besson - talmente affezionata a lui da esporsi a qualche brutta figura (leggi: incongruenze e irrealtà palesi) pur di innalzarlo nell'eroe senza macchina e senza paura in grado di salvare nientemeno che ex moglie e figlia (rispettivamente una Famke Janssen un po' stanchina e Maggie Grace, viso ordinario ma gambe da urlo) da una vendetta privata di una gang criminale turca guidata da uno spietato boss (Rade Serbedzija). In una missione precedente, Mills aveva infatti ucciso uno degli amati figli di tale boss, e giusto per fare le cose per bene, lo aveva fritto con l'elettricità. Ovvio che un capo gangster turco che si rispetti covi la vendetta con assoluto scrupolo ed efficienza: difatti, i suoi uomini studiano un ottimo piano per catturare l'odiato americano. Certo, va detto anche che il buon Mills viene incontro alla sete sanguinaria dei turchi offesi con una botta di fantasia autolesionista: siccome l'ex moglie è in crisi con il secondo compagno di vita e c'è grossa tensione a casa, l'agente Cia in pensione pensa bene di invitare lei e l'amata figlia a rilassarsi a Istanbul, dove ha una tranquilla tre-giorni come guardia del corpo.

E proprio nei vicoli stretti e misteriosi della vecchia Istanbul, i gangster turchi — che non credono ai propri occhi: il Nemico non solo si presenta a domicilio, ma persino offre sul piatto della vendetta i propri famigliari - trascineranno, dopo averli rapiti, sia Mills che sua moglie Lenore. Mentre la figlia Kim, provvisoriamente libera ma inseguita dagli orchi turchi, cercherà di collaborare, a distanza e via cellulare, col babbo prigioniero. Il tutto farcito di inseguimenti automobilistici "di scuola", sparatorie e soprattutto alcune scene di combattimento corpo a corpo, realizzate sul set grazie all'arruolamento del fight coordinator Alain Figlarz, pioniere del "combattimento ravvicinato" impiegato anche in "The Bourne Identity". Tutto questo per dire che, sì, l'adrenalina potrà anche scorrere nella vostra persona seguendo l'avventura di "Taken La Vendetta". Ma solo dopo un solido training autogeno di "sospensione del dubbio" e accettazione di ogni curva improbabile della storia. Il film di Olivier Megaton — regista curioso: ex graffiti artist, ha coniato il suo cognome d'arte pensando alla bomba di Hiroshima, essendo lui nato nel 30esimo anniversario del suo tragico utilizzo — ci appare un discreto titolo "direct-to-video", ottima fonte di relax da divano, birrozzo e lettore dvd acceso. Che valga l'esperienza da sala cinematografica (sarà nelle sale dall'11 ottobre), non ci giureremmo.

Ferruccio Gattuso

Taken La Vendetta
Regia: Olivier Megaton
Cast: Liam Neeson, Maggie Grace, Famke Janssen
Distribuzione: Moviemax
Uscita nelle sale: 11 ottobre

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