Tutti i santi giorni: Virzì delude le aspettative [RECENSIONE]

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Dio mio quanto vorrei un figlio. Questa è l'ossessione di Antonia, in arte Thony (perché nella finzione, così come nella vita, Federica Victoria Caiozzo si è scelto questo nome per fare la cantautrice), siciliana dal passato un po' disordinato e rock, un po' permalosa e soprattutto di cultura non troppo florida. L'impresa non sarebbe difficile perché un vantaggio di base la sensuale ragazza dagli occhi pieni di vita ce l'ha: si chiama Guido (Luca Marinelli). Guido è quel che si dice una forma un po' stropicciata di Principe Azzurro: innanzitutto, lui gli occhi ce li ha buoni come il pane ma spenti, se ne va in giro con un taglio di capelli agghiacciante, indossa cappotti fuori moda, e infine ha il difetto di parlare in modo "aulico", in conseguenza di un'ottima preparazione culturale.

Antonia e Guido smentiscono alla grande il motto "Dio li fa e poi li accoppia": diversissimi, eppure innamoratissimi. E non si pensi che il doppio superlativo qui usato sia casuale: sì, perché tutto, nella storia portata sullo schermo da Paolo Virzì (tratta dal romanzo d'esordio di Simone Lenzi "Le Generazione", Dalai editore, 2012, euro 12,90) è marcato da silenziosi, sottintesi superlativi che alla fine esasperano lo spettatore in una lenta discesa verso lo stucchevole. Che è successo a Paolo Virzì? All'ottimo artigiano di storie "normali" e intrise di verità e spontaneità? All'abile deus ex machina capace di far rendere al 101% gli attori da lui prescelti?

Qualcuno sibila: forse l'ha ammorbidito la seconda paternità. Un buon papà che si rispetti, infatti, presta il fianco a qualche melensaggine. E proprio di paternità (anzi, più di maternità) parla la storia di "Tutti i santi giorni", in uscita nelle sale l'11 ottobre. Antonia e Guido stravedono l'uno per l'altra, fanno sesso — come recita il titolo — ogni santo giorno, considerano le rispettive occupazioni (hostess di un autonoleggio lei, portiere di notte in un hotel lui) solo degli strumenti per mantenersi e convivere al centro di un amore saldo come la roccia. Senonché, nell'animo da rocker di Antonia si fa strada un'ideuzza, che è poi la dittatura dell'orologio biologico: a 33 anni, la ragazza sente il bisogno di un figlio. Ovviamente, "un figlio tutto nostro". Ma lei ha un problema alle tube, e lui ci mette del suo con una bella dote di "spermatozoi lenti". Ecco servito il piccolo grande calvario dei ginecologi (cattolici e "laici", ciascuno depositario della Verità Riproduttiva), della malinconia di fronte agli amici e vicini di casa che invece "sfornano", del ricorso alla fecondazione assistita. Non è facile, almeno per loro, avere un bambino. E questa difficoltà sembra minare alla base un legame che sembra indissolubile.

Tutti i santi giorni Trailer italiano


Come andrà a finire, non lo si dirà. Ma non ci si può esimere dal dire che, in questa storia, nulla colpisce, nè alla mente, né al cuore. I dialoghi vivaci e spontanei di film come "Caterina va in città", "Tutta la vita davanti" e "La prima cosa bella" sono qui introvabili. A dominare, per tutti i 102 minuti di film, è uno scambio prevedibile di parole tra personaggi stereotipati dove forse a salvarsi è solo lei, Antonia detta Thony, che di mestiere fa la musicista, è stata scoperta da Virzì (o dall'autore del romanzo, nonché co-sceneggiatore, che è il cantante dei Virginiana Miller) su Internet, via MySpace, ed è al suo esordio come attrice. Il personaggio di Guido è a tal punto naif da essere irreale, serafico come un santone indiano anche se posto di fronte alle situazioni di stress più drammatiche, implacabile distributore di espressioni colte, piazzate nei dialoghi in modo talvolta appicicaticcio. Nulla da imputare alla capacità dell'attore, intendiamoci: la sensazione è che il personaggio sia il parto di precise direttive registiche e di sceneggiatura. Virzì ha affermato di voler raccontare, con questa sua ultima fatica, una "moderna fiaba, in equilibrio tra ironia e tenerezza". A noi sembra che la tenerezza sia invece declinata in un sentimentalismo da fiction di prima serata, mentre l'ironia non abbia quasi cittadinanza lungo tutto il percorso della storia. Concedendoci una battuta facile facile, potremmo dire che neppure a un regista bravo come Paolo Virzì riesca di produrre - "tutti i santi giorni" - un ottimo film.

Ferruccio Gattuso

Tutti i santi giorni
Regia: Paolo Virzì
Cast: Luca Marinelli, Federica Victoria Caiozzo, Micol Azzurro
Distribuzione: 01 Distribution
Uscita nelle sale: 11 ottobre

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