Un sapore di ruggine e ossa: il “Quasi Amici” (più triste) di Jacques Audiard [RECENSIONE]

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Dopo il pregevole "Il Profeta" (Grand Prix a Cannes e buon successo di pubblico grazie al passaparola), Jacques Audiard con "Un sapore di ruggine e ossa" (in uscita nelle sale italiane il 4 ottobre) resta, a ben vedere, nel medesimo tema carcerario. Questa volta la prigione non è fatta di muri, ma è nello stesso corpo della protagonista, una straordinaria Marion Cotillard una volta tanto libera dal ruolo della fascinosa ma irritante bellezza dallo sguardo supponente. O meglio, finisce per raccontare come quel tipo di donna, bella e sicura di sé, affronterebbe una vita segnata da un atroce destino.

Ispirato alla serie di racconti "Ruggine e Ossa" di Craig Davidson, la storia di questo film vede al centro Stephanie (Cotillard), addestratrice di orche in un parco acquatico, appassionata di discoteca e vita notturna. Stephanie ama lasciarsi cullare nell'acqua così come al centro della pista dove la musica dance detta i tempi al suo corpo. Stephanie sa esattamente cosa fare del proprio corpo e come, con esso, conquistare un posto importante, nello spazio come nella società. Una notte, a causa di una rissa nella quale viene coinvolta, la ragazza viene aiutata e condotta a casa dal buttafuori Ali (Matthias Schoenaerts), colosso dallo stile di vita decisamente elementare e disordinato, ragazzo-padre di un bimbo di cinque anni. Tra i due non è certo simpatia a prima vista ma lui, abituato alle relazioni mordi e fuggi, lascia il numero di telefono a lei. Chissà, pensa.

Un sapore di Ruggine e OssaLa storia di Ali e Stephanie e del loro amore impossibile e intenso, reso ancora più forte dalla tragedia che colpisce la vita della donna.

Dopo poco, una tragedia colpisce Stephanie: qualcosa al parco acquatico va storto e un'orca le divora entrambe le gambe. Devastata e condannata a una nuova, difficilissima vita, la ragazza decide di ricontattare Ali, col quale dà vita a uno strano rapporto di amicizia e sesso occasionale. Ali non sembra farsi problemi per la menomazione di Stephanie, non le elemosina pietà né compassione, tutto ciò che questo colosso dalle spalle larghe vuole è non avere impegni, guadagnare qualche soldo, anche picchiandosi nelle lotte clandestine. Da questa bizzarra unione nascerà una catarsi per entrambi. Purtroppo, tale catarsi deve passare attraverso qualche sterzata nel melodramma (un secondo evento drammatico, nel finale, sembra far saltare gli equilibri stilistici del film), ma l'asciutta regia di Audiard, la grande capacità di analizzare i volti dei protagonisti, e non ultima la straordinaria bravura della coppia protagonista mantengono "Un sapore di ruggine e ossa" nel recinto dell'ottimo cinema.

L'epilogo, che ovviamente non sveliamo, ha un che di furbescamente "americano" (non a caso il brano musicale a commento è in lingua inglese), ma in fondo è assolutamente plausibile. Perfidamente, si potrebbe definire questo film la versione più drammatica di "Quasi amici", successo al botteghino della scorsa stagione, titolo francese proposto per la corsa agli Oscar.

Ferruccio Gattuso

Un sapore di ruggine e ossa
Regia: Jacques Audiard
Cast: Marion Cotillard, Matthias Schoenaerts, Armand Verdure
Distribuzione: Bim Distribuzione
Uscita nelle sale: 4 Ottobre

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