Una Famiglia Perfetta: Paolo Genovese firma una commedia caustica e anti-natalizia [RECENSIONE]

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La felicità non si compra. Si affitta. Questo è ciò che fa il cinquantenne di bella presenza, molto abbiente ma anche molto solo (chissà perché, non è dato saperlo) Leone, interpretato da Sergio Castellitto in "Una famiglia perfetta" in arrivo il 29 novembre nelle sale. Diretta da Paolo Genovese, classe 1966, già regista e autore di "Immaturi" e "Immaturi - Il Viaggio", questa caustica e anti-natalizia commedia affollata di volti e (presunti) colpi di scena racconta di come un riccastro un bel po' arrogante abbia deciso di evitarsi un ennesimo Natale in solitudine: dunque, potendo permetterselo, l'uomo affitta un'intera compagnia di attori, affida a essa uno scrupoloso copione, dopodiché la ospita nella sua immensa villa con podere incastonata nella struggente bellezza della campagna umbra (vicino a Todi).

Ovviamente, in scena deve andare la "perfetta Notte di Natale in famiglia", fatta di partite a tombola, pranzi e cenoni, sorrisi e scambio dei regali, Messa di mezzanotte e attesa dell'alba. A guidare la compagnia c'è Fortunato (Marco Giallini), destinato a recitare la parte del fratello di Leone. Ciò che creerà problemi sarà piuttosto il fatto che sua moglie Carmen (Claudia Gerini) deve interpretare la consorte di Leone, con evidenti ricadute di gelosia. Ma Leone è colui che alla fine firma l'assegno, e dunque... Senza contare che perfino i due "fratelli" (per copione) Pietro e Luna (Eugenio Franceschini e Eugenia Costantini) si stuzzicano perché si piacciono e, mentre sono al lavoro, dovrebbero perlomeno evitare ciò che, sul palcoscenico, apparirebbe come un incesto. Ci sono poi i bambini, la nonna (Ilaria Occhini), e una sensuale attrice di nome Sole (Carolina Crescentini), interessata a Fortunato. Attori protagonisti e comprimari, tutti al servizio del deus ex machina pretenzioso e dispettoso. Sì, perché Leone scatena diverse "variazioni sul tema", coinvolgendo anche un'ignara, bellissima donna incontrata per strada (Francesca Neri), catapultata in una finzione che lei non sa essere tale.

Una famiglia perfetta

Quella che deve essere "Una famiglia Perfetta" - come recita il titolo del film - finisce per essere una sorta di mostro collettivo, dove nevrosi e ripicche esplodono dalla vita reale direttamente nel cuore della messa in scena, in un continuo gioco - tra i protagonisti, e tra i protagonisti e lo spettatore - sul filo del vero e del falso. Un meccanismo intrigante, non c'è che dire. Che però funzionerebbe con ben altra caratura di sceneggiatura e di cast. Insomma, non siamo dalle parti di Billy Wilder, questo è sicuro. La sceneggiatura, molto meno piccante e imprevedibile di quanto potrebbe essere, penalizza nei dialoghi coloro i quali nel cast figurano alla voce "bravi attori". Quanto agli attori di minor calibro, essi non vengono minimamente arginati da Genovese nel produrre a ogni piè sospinto sorrisi e mimiche facciali seriose o perplesse da sceneggiato televisivo. Tanto che nei certo non pochi 116 minuti di durata per chi guarda il film risulta istintivo cercare nell'oscurità il telecomando. A prescindere da ciò - per il suo gioco teatrale intrigante e l'uso di una certa causticità "scorretta" - "Una Famiglia Perfetta" potrebbe essere un titolo a sorpresa in queste feste natalizie alle porte. Ben poco natalizia invece, ma da far mancare il fiato, l'apparizione in biancheria intima nera di Carolina Crescentini. Vale il prezzo del biglietto.

Ferruccio Gattuso

Una Famiglia Perfetta
Regia: Paolo Genovese
Cast: Sergio Castellitto, Claudia Gerini, Carolina Crescentini
Distribuzione: Medusa
Uscita nelle sale: 29 novembre

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