Le missioni al Festival Internazionale del Film di Roma 2012

  • Rio 2 - Missione Amazzonia: intervista al regista Carlos Saldanha

    Lo scorso venerdì 4 aprile al Future Film Festival di Bologna abbiamo avuto il piacere di incontrare ed intervistare Carlos Saldanha, regista d'animazione di film di successo come la trilogia de L'Era Glaciale, Robots (2005) e Rio (2011), che ci ha introdotto nel coloratissimo mondo della Blue Sky Studios e ci ha raccontato la genesi e la produzione del suo nuovo film, Rio 2 - Missione Amazzonia, in uscita nei cinema di tutta Italia a partire da giovedì 17 aprile.



    Nel primo film, Rio, uscito nel 2011, Saldanha ha voluto raccontare il suo Brasile, luogo in cui è nato e dal quale poi si è allontanato negli anni '90 per buttarsi nel mondo del cinema, iscrivendosi al corso di Visual Arts a New York. In questo secondo capitolo, si riparte da lì con una bellissima scena del Capodanno a Rio, ma poi ci si sposta in un luogo più misterioso ed avventuroso, che il regista ha sempre voluto esplorare anche da bambino (ha realizzato il suo sogno recandovisi con la moglie e i suoi quattro figli

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  • jamesfranco

    Dal nostro inviato al Festival di Roma.

    E poi, l'ultima sera, incontri James Franco che, occhiali da sole e cappellino rosso, vaga con una ragazza per l'Auditorium. Indisturbato. Dicono: non sono venute le star. E anche: c'era soltanto il vecchio Stallone a reggere la baracca e il red carpet. E poi una star vera, come James Franco, se ne va a spasso per il Festival praticamente ignorato. Ieri ha tenuto una seguitissima masterclass, e ha presentato il suo cortometraggio, Dream. Oggi, curiosava in giro.

    Tutto nasce dal gioco incrociato delle critiche. Non è un vero Festival perché non ci sono le stelle internazionali, dicono i detrattori di questa nuova gestione. Non è vero, i Festival vanno giudicati dai film, contare soltanto i vip sul red carpet è da provinciali, rispondono gli appassionati del Festival romano. E parlando dei grandi nomi che sono venuti meno, oggi è stata sollevata la questione Tarantino. Marco, perché ce lo avevi promesso? Ragazzi, ha risposto il direttore artistico

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  • Festival di Roma 2012: Riccardo Scamarcio parla francese? – Missione impossibile n.8

    Dal nostro inviato al Festival di Roma

    In Cosimo e Nicole, che è stato oggi presentato nella sezione PIT al Festival di Roma, abbiamo provato con mano quello che in fondo sappiamo già da tempo. A Riccardo Scamarcio l'Italia sta un po' stretta, ed è pronto a seguire le orme di Stefano Accorsi, stabilmente accasato nel cinema francese. Elle lo aveva celebrato come il nuovo Mastroianni, noi lo abbiamo ammirato in film di successo come Polisse. E ora, anche nei lavori italiani, il ragazzo di Trani recita in francese.

    Cosimo e Nicole è una storia d'amore divisa tra Francia, Italia e Belgio, e la cosa che ci ha stupito di più è la padronanza con cui Riccardo padroneggia la lingua d'Oltralpe. Al fianco dell'attrice francese Clara Ponsot, Riccardo si giostra tra il francese e l'italiano senza apparenti difficoltà. . E in conferenza stampa, le ha addirittura tradotto le risposte per i giornalisti italiani. Chapeau. Insomma, Italia, preparati a perderlo. In fondo, ci è toccata questa sorte anche

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  • Roman CoppolaDal nostro inviato al Festival di Roma.

    In principio fu Francis Ford Coppola, che esordì da regista nel 1962 con Tonight for Sure. Negli anni sarebbe diventato uno dei più importanti cineasti al mondo, con capolavori come Il Padrino, Apocalypse Now, Dracula. Poi il mondo scoprì l'indiscutibile talento di sua figlia Sofia, Leone d'oro a Venezia con Somewhere. Nel frattempo vennero attori di talento come Nicholas Kim Coppola, diventato famoso come Nicolas Cage, nipote del regista. O come l'altro cugino, Jason Schwartzman, che abbiamo ammirato in molti film di Wes Anderson e nel ruolo di batterista dei Phantom Planet (quelli che cantavano la sigla di O.C., Californiaaa). Oggi a Roma abbiamo incontrato il più schivo della famiglia, Roman, secondogenito di Francis Ford Coppola. Ha presentato in concorso A Glimpse Inside the Head of Charles Swann III, una bizzarra commedia con Charlie Sheen, Bill Murray e il cugino Schwartzman.

    Il film racconta la battaglia di Swann (interpretato da

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  • Festival di Roma 2012: consolare Luca Argentero, missione impossibile n.6

    Dal nostro inviato al Festival di Roma.

    Era molto atteso, E la chiamano estate. Un grande cast, e lo scandalo annunciato di molto, molto sesso. Sesso di cui non verrà nascosto nulla. Da questo punto di vista, le promesse sono state mantenute. C'è di tutto: carne nuda, genitali, masturbazioni, fellatio, sesso di gruppo, orge. Della protagonista, Isabella Ferrari, si vede prima la vagina che il viso. Ma più che indignazione, questo accumulo di erotismo ha suscitato ilarità. E difficilmente si è vista una conferenza stampa così tesa al Festival di Roma. Il regista Paolo Franchi e il cast (Isabella Ferrari, Luca Argentero, Jean-Marc Barr, Eva Riccobono) hanno dovuto reggere l'impatto di una proiezione accompagnata da boati, fischi e risate.

    E poi di una serie di domande che sono state un fuoco di fila di attacchi contro la sceneggiatura, la regia, l'idea stessa di questo film. Il povero Luca Argentero, per esempio, non ha

    praticamente aperto bocca, ha osservato sconsolato la

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  • Festival di Roma 2012: Guillermo Del Toro ti vogliamo bene, missione impossibile n.5

    Dal nostro inviato al Festival di Roma

    Scena: Guillermo Del Toro, il regista di Hellboy, Il Labirinto del Fauno, lo sceneggiatore dei prossimi film tratti da Lo Hobbit, l'uomo che riporterà al cinema Pinocchio, uno dei più grandi cineasti contemporanei. A Roma presenta Le Cinque Leggende, di cui è produttore esecutivo. Dal pubblico, prima della prima domanda, c'è una dichiarazione d'amore così spontanea, liberatoria e vera da suscitare un applauso: "Guillermo, ti voglio bene. Grazie per tutti i film", dice un giornalista. Esprimendo il pensiero di tutti i presenti, e la ragione per cui io ero lì. Si. A Guillermo Del Toro si vuole bene. E bisogna farglielo sapere. Uno di quei registi di cui si è anche tifosi. E lui: "Dovresti ringraziarmi anche per i consigli sulla dieta". Giù risate. Guillermo è un peso massimo, come un Peter Jackson prima maniera, mai redento da diete.

    Parla poco, Del Toro, quando si tratta di dare notizie. Ha accennato che nonostante Prometheus, che gli è piaciuto

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  • Festival di Roma 2012: Stallone contro Alemanno, missione impossibile n.4

    Dal nostro inviato al Festival di Roma

    Alemanno contro Stallone a Tor Bella Monaca è come Maciste contro Godzilla. Il sindaco di Roma ha consegnato a Rocky il premio Lupa capitolina ("luca capitolina" ha scritto lui su Twitter, ma si sa, l'emozione, avere Rambo accanto, Over the top..) e poi lo ha accompagnato nel Teatro dell'ottavo municipio romano (a 25 km dall'Auditorium dove si svolge il Festival, esattamente dall'altro lato di Roma) per "incontrare i ragazzi delle periferie, e insegnare loro i valori dello sport e del coraggio". Un po' di confusione tra realtà e fiction? Rocky un documentario?

    Un collega della cronaca locale me la raccontava così: "Mi hanno scritto stamattina, mi hanno detto:' ci siamo io, il presidente del Municipio, Alemanno e Stallone', sembrava l'inizio di una barzelletta". E' invece è tutto vero. In tempo da record, la delegazione del sindaco arriva nel piccolo auditorium dopo la cerimonia ufficiale in Campidoglio. Esprimevo dubbi sui tempi, l'ufficio stampa

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  • Missione del giorno: la vera star internazionale del Festival di Roma

    Dal nostro inviato al Festival di Roma.

    Altro che Jude Law e i suoi cartoni animati, Sean Penn e le feste per Haiti, Bill Murray e il suo caratteraccio da vecchio acchiappafantasmi. La vera star del Festival di Roma arriva da vicinissimo. L'accoglienza ricevuta da Carlo Verdone per Carlo! il documentario sulla sua vita e sui suoi trent'anni di carriera è stata trionfale. Ben oltre i limiti del rispettoso tributo per un artista di casa.

    Se ne è accorto anche il direttore del Festival, Marco Muller: "Sei una pop star, le scolaresche di bambini di 11 anni urlano il tuo nome". Forse perché così è Roma, con la sua innata diffidenza di chiunque sia nato al di fuori del Grande Raccordo Anulare, Roma tende a venerare i suoi figli. E Carlo Verdone è un Francesco Totti del cinema (ogni riferimento al derby in concomitanza con il Festival è puramente voluto, con lo stesso Verdone che ha scaramanticamente incrociato le dita quando un carabiniere gli ha chiesto il pronostico).

    Verdone è la

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  • Missione del giorno: Jude Law è davvero un sex symbol?

    Dal nostro inviato al Festival di Roma.

    Jude Law. L'unica vera star di questo festival capitolino (Bill Murray a parte, ma lui è un altro tipo di star). L'inglese più bello del mondo. Che trasforma anche una conferenza stampa "segreta" (e ovviamente affollatissima) in un evento. E quale missione avremmo potuto cucire intorno a David Jude Heyworth Law, che quest'anno si prepara a compiere quarant'anni e che si è regalato (o ha regalato ai suoi bambini) il doppiaggio del cattivo del nuovo lungo animato della Dreamworks, Le cinque leggende. Babbo Natale, il Coniglio Pasquale, Sandman, la Fata dei Denti e Jack Frost, tutti alleati contro di lui, l'Uomo Nero, Mr. Law.

    Potevamo mai chiedere un autografo a Jude? (che blindatissimo non avrebbe mai concesso)?. Un virile abbraccio? Troppo algido, troppo inglese, si sarebbe risolto in un pat pat senza nerbo. Chiedergli di cantare Hey Jude prima di essere messi al bando?

    Meglio indagare su una questione decisiva. Ma Mr. Law merita di essere uno

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  • Missione del giorno: come si pronuncia il regista kazako?

    Dai nostri inviati al Festival Internazionale del Film di Roma

    Missione Bakhtyar KhudojnazarovLa prima notizia del Festival del cinema di Roma ("Festa? Quale festa? Questo è Festival ormai da molti anni", ha chiarito il neopresidente Marco Müller) è che il famigerato "regista mongolo" è in realtà kazako. (E no, Borat non c'entra niente). Se non sapete di cosa stiamo parlando, brevissimo riassunto delle puntate precedenti.

    "Questo novembre è troppo piccolo per tutti e due" si sono detti i due festival autunnali del cinema in Italia, Roma e Torino, troppo vicini, troppo simili, troppo gelosi. Così, presentando il Festival di Torino, il presidente Gianni Amelio ha dato nuova forza alla polemica (che va avanti da mesi) e ha creato il fantozziano totem (copyright Natalia Aspesi, Repubblica) del regista mongolo, alludendo (senza mai citarlo) ai gusti esotici (in fatto di cinema) di Marco Müller. Che infatti, come molti temevano (o si auspicavano), ha infarcito la selezione ufficiale di film "difficili". Di quelli che

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