Un Artista da Oscar? Ecco il vostro parere

Yahoo! Cinema
24 febbraio 2012


Dovremo aspettare fino alla notte di domenica per sapere chi ha vinto questa ottantaquattresima edizione degli Oscar ma nell frattempo voi, lettori di Yahoo! Cinema, avete avuto l’opportunità di dire la vostra in merito. Il sondaggio resterà aperto fino alla cerimonia, ma mentre scriviamo i dati appaiono inequivocabili: voi avete già eletto il vostro film preferito!

Il favorito è The Artist. Ma al giorno d’oggi può un film in bianco e nero e per giunta muto arrivare a vincere il premio più prestigioso? Di certo l’opera del regista francese Michel Hazanavicius ha saputo colpire nel segno, proponendo una trama semplice, ma avvincente, delle invenzioni che non si vedevano da tempo sullo schermo e un ritmo capace di far dimenticare l’assenza di colore e sonoro. Verrebbe quasi da dire «un film d’altri tempi»: eppure il lavoro di Hazanavicius contiene una freschezza e in generale un’umanità che manca a moltissimi altri suoi simili.

BACI, PIANTI, SALTI, SQUAW E ALTRE SCENE INDIMENTICABILI CHE SI SONO VISTE DURANTE GLI OSCAR

Per non parlare del sapiente mix tra commedia e dramma tanto efficace da tralasciare quello che rimane uno sviluppo prevedibile con l’atteso e gratificante lieto fine. Non si può poi dimenticare la perfetta scelta degli attori, con quelle facce pulite e sincere che sembrano davvero provenire da un passato che non esiste più. E poi c’è Uggie, un cagnolino come non se ne vedevano da parecchio.

Un film come The Artist però dovrebbe far riflettere a fondo i signori di casa Academy e di tutta la Hollywood che conta, perché è quantomeno insolito che una produzione francese riesca a creare quella magia, semplice ma indimenticabile, che sapeva creare il cinema americano fino a qualche tempo fa. Si potrebbe arrivare a dire che mettendo d’accordo cinefili e spettatori comuni The Artist sia rivelatore di quanto certi modi e tecniche ormai non sono più un’esclusiva d’oltreoceano, ma sono entrate a far parte del bagaglio culturale del resto del mondo occidentale.

Tornando ai risultati del sondaggio il secondo classificato è War Horse, l’ultimo lavoro di Steven Spielberg, una storia del tutto particolare che mette al centro della trama un cavallo e il suo rapporto con un ragazzo, che divisi dalla guerra riusciranno a ritrovarsi miracolosamente tra mille peripezie. Come incassi negli Stati Uniti è andato abbastanza bene, in Europa meno, ma il “Re Mida” della produzione cinematografica non si discute per cui l’award era praticamente scontato. Più difficile però che riesca a concretizzarsi in un premio, non quello del miglior film almeno.



Sul terzo gradino, a breve distanza l’uno dall’altro troviamo la storia parigina di Woody Allen e l’anticonformista The Help. Mentre la candidatura per Midnight in Paris era piuttosto scontata, visto il successo unanime di critica e pubblico sulle due sponde dell’oceano, minori erano in partenza le possibilità di una storia di collaborazione tra due donne di colore e una ragazza bianca per battere la segregazione razziale negli Stati Uniti pre-’68. Il lungometraggio di Tate Taylor, alla sua seconda prova dopo lo sconosciuto Pretty ugly people, ha potuto far affidamento sul fortunato romanzo di Kathryn Stockett e può essere considerato come il vero outsider di questa edizione.

IL TRAILER DI MIDNIGHT IN PARIS:

Midnight in Paris - trailerIl nuovo film di Woody Allen. Dal 2 Dicembre al Cinema.



Woody Allen però se la dovrà vedere con altri due grandi autori che sono finiti subito sotto nelle vostre scelte: Terrence Malick, con il suo magnificente e astratto The Tree of Life, e il redivivo Alexander Payne, con una storia sentita e dolente come quella di Paradiso Amaro / The Descendants. Entrambi possono contare su ottime performance da parte dei loro attori e sui responsi molto positivi della critica. Il capolavoro di Malick in particolare sembra avere ottime chance, ma Payne in passato ha già dimostrato di sapere come muoversi in casa Oscar, e questa potrebbe essere un’ottima occasione per centrare finalmente il bersaglio più grande.

In fondo alla classifica restano due opere molto diverse tra loro. Da una parte L’arte di vincere (in originale Moneyball), un film d’ambientazione sportiva, che si può fregiare soprattutto della presenza di Brad Pitt, Philip Seymour Hoffman e Robin Wright. Dall’altra la trasposizione dell’omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer Molto forte incredibilmente vicino, diretto dall’inglese Stephen Daldry con Tom Hanks, Sandra Bullock, Max Von Sydow e John Goodman.

Fuori dal tabellone resta solo Hugo Cabret di Martin Scorsese, un film ibrido che non ha accontentato i cinefili e non è riuscito ad appassionare né gli adulti, con una trama troppo indirizzata sulla favola per ragazzi, né i più giovani, per via della presenza di diversi elementi difficili da apprezzare. Peccato che la macchina non funzioni perché le sequenze in cui si narra la storia di Georges Melies sono particolarmente appassionate.

Ma il vostro voto e tutte queste considerazioni potrebbero essere spazzate via in un solo momento la notte di domenica, quando finalmente si conosceranno i vincitori dell’Oscar 2012.

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